
Tale da rendere i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata, con violentissimi “venti di sbarramento” che stanno raggiungendo picchi di oltre i 230-240 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, in pieno oceano. Si è venuto cosi ad attivare il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, che consiste nel costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, hanno contribuito a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che sono state ben alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico occidentale, nel tratto ad ovest delle isole Marianne (peraltro molto profondo). La forte intensificazione del processo di “autoalimentazione” del potente ciclone tropicale, contraddistinto dallo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condensando in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica, ha accompagnato il drastico tracollo della pressione barometrica nei pressi dell’occhio centrale di “Vongfong”, trasformandolo in un perfetto e pericolississimo super-tifone di 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi, che potranno oltrepassare la soglia dei 250 km/h e una pressione centrale che potrebbe scendere ad un valore da capogiro, sotto i 900 hpa.
Di questo passo “Vongfong” rischia di entrare nella classifica dei primi cicloni tropicali più potenti del 2014. Intanto i violentissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando una ristretta area di oceano a nord-ovest delle Marianne, hanno alzato ondate di “mare vivo” davvero imponenti, che hanno raggiunto picchi di oltre i 9-10 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del super-tifone. Il moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, è molto confuso, e vede la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. Tali condizioni meteo/marine estreme rendono la navigazione marittima proibitiva per le navi di piccola e media stazza, alle quali sovente è consigliato un passaggio lungo la periferia della circolazione ciclonica, evitando di imbattersi nelle tempeste più violente che si concentrato a ridosso dell’occhio centrale. Il super-tifone, dopo aver raggiunto la sua massima intensità nella giornata di domani, comincerà lentamente a perdere forza, a causa del ciclo di sostituzione dell’occhio centrale che lo declasserà nuovamente alla 4^ categoria, con venti pur sempre violenti, ad oltre i 200 km/h attorno l’occhio centrale. Fra domani e giovedì 9 Ottobre, l’immensa tempesta, continuando a muoversi sopra un ambiente umidissimo nei bassi strati, su acque molto calde che si estendono a grandi profondità, dovrebbe mantenere la 4^ categoria Saffir-Simpson, minacciando di puntare dritto verso l’arcipelago delle Ryùkyù.
