Da oggi, 28 ottobre, a mercoledì 30 l’Italia partecipa all’esercitazione internazionale NEAMWave14, con l’obiettivo di testare il sistema di allertamento per il rischio maremoto che è attualmente in via di costruzione nell’Atlantico Nord-orientale, nel Mar Mediterraneo e nei mari collegati. In particolare, l’esercitazione è articolata in tre fasi che prevedono l’allertamento internazionale, nazionale e l’attivazione del Meccanismo Unionale di protezione civile con la simulazione delle misure di assistenza internazionale. Le attività esercitative si svolgono nell’ambito di NEAMTWS-North Eastern Atlantic and Mediterranean Tsunami Warning System, il programma avviato dopo il tragico tsunami che si è verificato il 26 dicembre 2004 nell’Oceano Indiano, a seguito del quale la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’Unesco (IOC-Unesco) ha ricevuto il mandato di coordinare l’implementazione e la costruzione dei sistemi di allertamento da maremoto nei maggiori bacini oceanici.
Tra gli obiettivi principali della simulazione, verificare la capacità del Cat, il Centro italiano di Allertamento Tsunami in via di realizzazione presso l’Ingv, di ricevere i messaggi di allerta provenienti dai vari centri regionali di sorveglianza del Mediterraneo e di disseminarli nell’ambito del sistema di allerta nazionale. Al Dipartimento, che è impegnato insieme all’Ingv e all’Ispra nella costruzione del Sistema di Allertamento Maremoto, è invece affidato il compito di testare la propria capacità di diffondere alle Regioni e alle Strutture operative nazionali nel più breve tempo possibile l’allerta ricevuta dal Cat.
Durante l’esercitazione la Regione Siciliana sperimenta anche la diffusione delle informazioni fino al livello provinciale, con il coinvolgimento delle Prefetture di Messina, Catania e Siracusa, mentre le Regioni Puglia e Campania svolgono il ruolo di osservatori.
