“Le nevi si stanno sciogliendo sempre di più, le temperature invernali aumentano ed aumentano le portate delle acque sorgive. Ed ecco i dati di uno studio che rendiamo noto oggi per la Settimana del Pianeta Terra e che racchiude 34 anni di ricerche: nel periodo invernale registriamo un progressivo incremento delle portate sorgive che sono passate da un valore medio di 75 l/s rilevato negli anni ’80 a un valore di circa 130 l/s negli ultimi 10 anni. Nello stesso periodo la temperatura dell’acqua sorgiva è scesa da 7.85°C a 7.60°C. Questi cambiamenti sono legati all’incremento delle temperature dell’aria nel periodo invernale”. Lo ha affermato il professore Bartolomeo Vigna del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino. L’eccezionale ricerca è stata condotta dai componenti del Laboratorio carsico di Bossea e del Politecnico di Torino. Durante la Settimana del Pianeta Terra scenderemo sottoterra per entrare in una stazione scientifica dove giornalisti e cittadini potranno incontrare i ricercatori, gli scienziati, vedere cosa fanno , come funziona una stazione scientifica sotterranea. “Negli anni ’80 le basse temperature rallentavano i processi di fusione nivale con conseguenti portate ridotte – ha proseguito Vigna – velocità del flusso idrico modeste, una maggiore intimità di contatto acqua-roccia e quindi con valori di temperatura dell’acqua maggiori. Nell’ultima decina di anni, inverni più miti, hanno favorito un incremento dei processi di fusione nivale con un aumento delle portate del flusso sotterraneo ed arrivi alla sorgente di acque più fredde.
L’importanza di questa ricerca consiste anche nel fatto che fino ad oggi sono pochissimi i dati i dati a disposizione relativi ad eventuali condizionamenti che riguardano le risorse idriche sotterranee pur essendo numerose le problematiche ambientali legate alle variazioni climatiche che interessano il pianeta. Soltanto con un adeguato piano di monitoraggio relativo alle portate ed alla qualità delle acque sorgive si possono raccogliere le informazioni necessarie per evidenziare eventuali cambiamenti in atto e prendere i conseguenti provvedimenti relativi alla gestione delle risorse idriche.
Presso la stazione scientifica della Grotta di Bossea si hanno a disposizione i valori di portata e di temperatura delle acque sotterranee per un periodo relativamente lungo (otre 30 anni) che permettono di evidenziare come anche in un sistema idrico sotterraneo si registrano blandi cambiamenti”. Evento targato Settimana Pianeta Terra organizzata dalla Federazione Italiana Scienze della Terra ed in programma solo in Italia con 152 appuntamenti.
Giornalisti e cittadini potranno visitare la stazione scientifica sotterranea.
“Saremo nel cuore del Pianeta Terra per vedere, da vicino come l’acqua circola negli ammassi rocciosi carsificati – ha concluso Vigna – e come viene allestita e gestita una stazione scientifica per lo studio del carsismo, dell’idrogeologia e della meteorologia ipogea. Tutto questo si potrà ammirare durante l’escursione nella Grotta turistica di Bossea, ubicata in alta Valle Corsaglia, in provincia di Cuneo. Durante La Settimana del Pianeta Terra presenteremo le ricerche effettuate in oltre 30 anni dai componenti del “Laboratorio carsologico sotterraneo di Bossea” e dai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino. In particolare verranno presentati gli studi relativi all’idrogeologia del sistema carsico, ai condizionamenti dei cambiamenti climatici sulla circolazione delle acque sotterranee, alle caratteristiche chimico-fisiche delle acque e alle misure di radon in aria ed acqua.