
Studiare i coralli ed altri organismi marini nello spazio per realizzare nuovi materiali con applicazioni biomediche e industriali: e’ questo l’obiettivo del progetto “SpaceBioMat” (Space bioreactor for marine mineralization material research). Lo studio nasce dalla collaborazione di un gruppo di ricercatori delle Universita’ di Bologna, Bar-Ilan (Tel Aviv) e Amsterdam. L’idea e’ piaciuta ai ricercatori dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), tanto da averla selezionata per la costituzione di un Topical Team (TT) nell’ambito del programma Elips. Il team internazionale che comprende Zvy Dubinsky (Bar-Ilan University), Jaap Kaandorp (University of Amsterdam), Stefano Goffredo, Giuseppe Falini e Valentina Airi, (Universita’ di Bologna) si e’ dato l’obiettivo di realizzare un esperimento sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), all’interno del Columbus, un vero e proprio laboratorio di ricerca orbitante. “Studiare il comportamento di questi organismi in assenza di gravita’ -spiegano i ricercatori- potrebbe consentirci di utilizzarli come riferimento per realizzare nuovi materiali che troverebbero moltissime applicazioni biomediche e industriali. Il modello di deposizione dei cristalli di carbonato di calcio, con cui questi organismi si costruiscono il loro scheletro, studiato in condizioni di microgravita’, potrebbe ad esempio essere utilizzato -concludono gli scienziati- per lo studio dell’osteoporosi e di altre patologie, o per la realizzazione di protesi ossee e dentali”.