Dopo aver raggiunto la sua massima intensità proprio nella giornata di ieri, trasformandosi in un pericoloso super-tifone di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, fra i più forti di sempre osservati sulla Terra, con pressione centrale sotto i 900 hpa, venti medi sostenuti davvero molto violenti, che hanno raggiunto la fatidica soglia dei 250-260 km/h, e raffiche estreme che hanno lambito i 320-330 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, il super-tifone “Vongfong” ora tende a piegare verso nord-nord/ovest, cominciando la lunga risalita verso latitudini più settentrionali. L’elemento saliente, nelle prossime ore, sarà rappresentato dal fatto che l’immenso super-tifone, a partire dal pomeriggio di oggi, cominciando la lenta risalita verso nord-nord/ovest, si troverà a scorrere sopra acque superficiali precedentemente raffreddate dal passaggio del tifone “Phanfone”, che la settimana scorsa ha colpito le coste orientali del Giappone, scaricando piogge di carattere torrenziale. Questo perché l’imponente moto ondoso sollevati dai venti impetuosi prodotti dal tifone “Phanfone”, ha raffreddato questo tratto di oceano, ad est delle Ryùkyù, per “Upwelling”.
Pertanto i prossimi tifoni che proverranno dal Pacifico occidentale, raggiungendo il Giappone meridionale si troveranno a scorrere su acque superficiali più fredde del normale, e quindi meno appetibili. Nonostante la presenza di un ambiente meno favorevole, “Vongfong” continuerà a rimanere un mostro spaventoso, caratterizzato dalla presenza di enormi bande spiraliformi, supportate dal costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide dal mar delle Filippine e dal Pacifico occidentale. Presentando una impressionante struttura vorticosa di oltre 800 km, “Vongfong” è in grado di invertire la naturale circolazione dei venti, nei medi e bassi strati, fra Taiwan, isole Daito e Filippine, dove soffiano sostenuti venti da N-NE e NE, legati alla parte più periferica del bordo occidentale dell’impressionante tempesta. Con questa immensa struttura vorticosa, capace di sprigionare una forza centrifuga formidabile, “Vongfong” è stato in grado di risucchiare, dal suo esteso bordo meridionale, masse d’aria molto umide e calde anche dal settore più orientale del mar Cinese Meridionale e dai mari antistanti le Filippine.
Il tutto attraverso il richiamo di una tesa ventilazione da SO che ha sospinto, verso il nucleo centrale del super-tifone, aria umidissima e calda, sub-equatoriale marittima, proveniente dalla calda superficie del mar di Sulu e del mar di Celebes. Questo notevole apporto di aria calda e molto umida, dalle latitudini sub-equatoriali, all’interno del sistema ciclonico molto vasto, tramite l’attivazione di una sostenuta ventilazione da SO, fra il mar di Celebes, l’isola di Mindanao e il mar delle Filippine occidentale (anch’esso molto caldo in superficie), ha contribuito a rafforzare la già profondissima attività convettiva su tutti i lati della tempesta, comportando un notevole approfondimento del processo di “autoalimentazione” che nel giro di poche ore ha sensibilmente potenziato “Vongfong”. Trasformandolo in un pericoloso super-tifone di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti davvero molto violenti, che hanno raggiunto la fatidica soglia dei 250-260 km/h, ma con raffiche estreme che lambiscono i 320-330 km/h nell’area attorno l’occhio centrale. Entro la prossima serata, però, il super-tifone dovrebbe cominciare lentamente a perdere forza, a causa del ciclo di sostituzione dell’occhio centrale che lo declasserà nuovamente alla 4^ categoria, con venti pur sempre violenti, ad oltre i 220 km/h attorno l’occhio centrale.
Nel corso della prossima notte e nella mattinata di domani, l’immensa tempesta, continuando a muoversi sopra un ambiente umidissimo nei bassi strati, dovrebbe mantenere la 4^ categoria Saffir-Simpson, minacciando di puntare dritto verso l’arcipelago delle Ryùkyù. Ma prima di avvicinarsi, pericolosamente alle Ryùkyù, il super-tifone “Vongfong” domani rischia di passare rasente, con il suo bordo orientale, sensibilmente alle isole giapponesi Daitò, che già dalla prossima notte potranno fare i conti con forti precipitazioni, ma soprattutto con l’avvento di venti anche violenti, capaci di arrecare seri danni e di estirpare la tipica vegetazione tropicale. Queste isole saranno i primi fazzoletti di terra a fare i conti con la furia distruttiva di “Vongfong”. Fra queste l’isola di Okino Daitò potrebbe subire i colpi più duri, trovandosi, fra venerdì e sabato, alla minore distanza dall’occhio di “Vongfong”. Essendo interessate dal transito del bordo orientale del super-tifone, le Daitò, nella notte fra domani e sabato, con la lenta risalita di “Vongfong” verso nord-nord/ovest, dovrebbero essere investite dalle prime furiose tempeste di vento, da E-NE e Est, in graduale rotazione da E-SE e SE nella mattinata di sabato, che sferzeranno con estrema violenza l’isola di Okino Daitò, dove si potranno registrare venti veramente violenti, con raffiche capaci di toccare valori sui 170-180 km/h, localmente anche di più nel caso di un passaggio più ravvicinato dell’occhio.
Questi venti violenti, inoltre, arrecheranno anche potentissime mareggiate, con l’arrivo di ondate alte fino a più di 8-9 metri che flagelleranno le coste orientali e meridionali delle singole isole, causando su queste gravi inondazioni. Per questo le autorità nipponiche raccomandano la massima prudenza alla popolazione che abita le Daitò, visto le condizioni meteorologiche estreme che si apprestano a vivere nelle prossime ore. Dopo aver spazzato le isole Daitò, oltrepassando i 26° – 27° di latitudine nord, il super-tifone, a contatto con acque superficiali meno calde, raffreddate in precedenza dal passaggio del tifone “Phanfone”, inizierà ad indebolirsi, raggiungendo con molta probabilità la 3^ categoria Saffir-Simpson. Entro il pomeriggio di sabato “Vongfong” dovrebbe entrare in un’area caratterizzata da un moderato “Wind Shear”, poco ad est delle isole Ryùkyù, che contribuirà ad arrestare l’intensa attività convettiva attorno al nucleo centrale, declassandolo a tifone di 2^ categoria, con venti meno intensi, ma pur sempre molto forti, che si prepareranno a spazzare le Ryùkyù, con forti correnti prevalentemente da Ovest e NO.
Pur perdendo buona parte della sua forza originaria il tifone, nella giornata di venerdì, se manterrà una traiettoria più occidentale, potrebbe abbordare le coste orientali di Kyushu e successivamente quelle di Honshù, come tifone di 1^ o 2^ categoria, rappresentando una seria minaccia per il Giappone, visto che le aree interessate dal passaggio ravvicinato del ciclone tropicale saranno le stesse già devastate la scorsa settimana dal tifone “Phanfone”, che ha scaricato precipitazioni torrenziali lungo le coste orientali dell’isola di Honshù che hanno cagionato frane e il rapido ingrossamento di numerosi fiumi e corsi d’acqua.
