Torna l’ora solare: alterazione dei ritmi biologici e depressione in agguato

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ORA LEGALE COPMinore attivita’ fisica per i bambini e aumento di sbalzi d’umore per gli adulti. Tra sabato e domenica torna l’ora solare, regalando un’ora di sonno in piu’ per una notte, ma non certo benessere. In particolare, a subire le conseguenze dello spostamento indietro delle lancette sono i piu’ piccoli che, nel giro di 24 ore, vedranno ridurre del 5% la dose quotidiana di attivita’ fisica, come conseguenza della diminuzione delle ore di luce pomeridiane disponibili per giocare. I ricercatori della London School di Igiene e Medicina tropicale e dell’Universita’ di Bristol, riporta la BBC, hanno preso in esame 23.000 bambini dai 5 ai 16 anni in nove paesi, tra cui Inghilterra e Australia, verificando, grazie a dispositivi elettronici fatti indossare, che i livelli di attivita’ erano superiori dal 15% al 20% nelle giornate estive rispetto a quelle invernali e che avere piu’ ore di luce dopo l’uscita da scuola aiuta a mantenerli in movimento, cosa utile soprattutto in casi di sovrappeso. E’ nato per questo in Gran Bretagna un movimento che chiede di lasciare l’ora legale per l’intero anno, a tutto beneficio della salute pubblica. La proposta e’ stata anche discussa in parlamento, ma mai attuata. Con lo spostamento delle lancette un’ora indietro anche la depressione e’ in agguato, con conseguenze negative sull’umore e un aumento di insonnia, spossatezza e difficolta’ di concentrazione. “Evidenze scientifiche suggeriscono che un’alterazione dei ritmi biologici aumenti i meccanismi che generano la sindrome depressiva”, spiega lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano. Chi tende a soffrirne, consiglia “dovrebbe andare a letto piu’ tardi nei giorni immediatamente prima del cambio dell’ora e alzarsi un po’ dopo nello stesso weekend, allenandosi cosi’ gradualmente al cambiamento. Aiuta anche – aggiunge – fare attivita’ fisica per attenuare gli effetti ormonali di questi cambiamenti e consumare pasti leggeri per non cedere alla naturale propensione alle abbuffate, indotta da un meccanismo di compenso neurobiologico”. Infine, per i casi piu’ difficili, esiste anche una terapia che prevede “l’esposizione alla luce di lampade per generare un effetto di un’alba artificiale”.