
Per imponenza dei lavori con 7,9 milioni di metri cubi scavati e 14,5 milioni di metri cubi di terra movimentati la variante di valico, l’autostrada che collegherà Modena a Firenze Sud e che sarà aperta al traffico l’anno prossimo, può essere paragonata al tunnel della Manica e al traforo del Gottardo. Ci sono voluti però ben 9 anni per completare i lavori dall’ottenimento della prima autorizzazione nel 2006. L’annuncio dell’apertura del nuovo collegamento è stato dato oggi dal gruppo che ha eseguito i lavori, Atlantia, in occasione della celebrazione dei 50 anni dell’autostrada del Sole, la Milano-Salerno, costruita invece in soli 4 anni. Se si considera anche la sezione di scavo delle gallerie la variante di variante di valico è la più rilevante infrastruttura viaria in Europa con una sezione di 180 metri quadrati. Su 59 chilometri complessivi potenziati ben 32 di tracciato sono in variante, vale a dire rappresentano un tracciato nuovo e parallelo a quello originario che renderà più sicura e fluida la mobilità su gomma tra Firenze e Bologna. La variante è composta da 41 nuove gallerie, 41 viadotti e 2 svincoli. L’ultima galleria, quella Val di Sambro dove restano da perforare appena 30 metri, sarà ultimata il 6 novembre prossimo. Facendo un confronto proprio con l’autostrada del Sole, l’amministratore delegato del gruppo Atlantia, Giovanni Castellucci, ha messo in evidenzia come dagli anni ’60 ad oggi la progettazione delle opere sia radicalmente cambiata: nel 1956 per realizzare il tratto della A1 di 62 chilometri tra Sasso Marconi e Barberino sono stati sufficienti appena 100 elaborati. Oggi per i 17,5 chilometri tra Barberino e Firenze Nord sono stati prodotti ben 4.362 elaborati. Inoltre, la progettazione delle opere infrastrutturali è soggetta a una continua evoluzione normativa: dal 2001 a oggi sono succedute ben 31 modifiche normative. Quindi, rileva Atlantia, se da un lato l’innovazione tecnologica permette di realizzare opere di dimensioni maggiori in minore tempo, la stratificazione normativa provoca una enorme dilatazione dei periodi di approvazione delle autorizzazioni che si riflette sui tempi di completamento dei lavori.