Alluvione Genova, il sindaco Doria: “protezione civile funziona se c’è l’allerta meteo”

“Immaginando che saremo costretti a convivere con una situazione di criticita’, dobbiamo sviluppare una cultura della protezione civile”. Lo ha detto il sindaco di Genova, Marco Doria, in audizione alle Commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato sui danni delle alluvioni. Doria ha ribadito che e’ “mancato il 9 di ottobre lo stato di allerta. Come protezione civile comunale ci muoviamo su segnalazioni che ci vengono date. In quest’ultima occasione infatti c’era un’allerta 2 e il territorio e’ stato presidiato”, “eravamo presenti e la citta’ era semideserta”. Ha sottolineato l'”importanza delle segnalazioni e della cultura della convivenza con situazioni potenzialmente rischiose. Dobbiamo essere capaci di mandare dei messaggi di autoprotezione, senza l’effetto di annuncio di tragedia imminente con conseguente panico”. Sono necessari, secondo il sindaco, “quattro interventi, che se finanziati richiederanno un po’ di tempo”, prevenzione, messa in sicurezza, consapevolezza delle fragilita’ del sistema, aiuto immediato alla popolazione e agli imprenditori per “ristorare il danno”, ma nel frattempo “un’efficiente azione di protezione civile e’ essenziale”. “C’e’ stato il buco previsionale del 9 di ottobre, questo e’ un fatto”, ha detto il sindaco di Genova Doria rispondendo poi alle domande dei senatori, e spiegando che “l’allerta non era stata data. Si era parlato di significative precipitazioni e di attenuazione nelle ore serali. Il Comune non ha reagito come se si trattasse di allerta, ma non e’ nemmeno stato a guardare perche’ in presenza di piogge copiose avevamo contattato i dirigenti delle scuole per allertarli. E la polizia municipale ha monitorato gli istituti”.

“Nel tardo pomeriggio ha poi smesso di piovere quindi agli occhi miei come di tutti, sembrava che le previsioni senza allerta fossero confermate. Per cui sono andato alla prima del teatro di cui sono presidente, era un mio dovere andarci. Le piogge sono ripartite alle 22 e il sistema di protezione civile era assolutamente impreparato”.