Clima: in Asia a rischio milioni di persone

Senza maggiori investimenti per affrontare i cambiamenti e i disastri climatici e senza una maggiore assistenza ai cittadini a rischio, i danni della portata del super tifone Haiyan, che lo scorso novembre ha provocato oltre 5.000 morti nelle Filippine, rischiano di non essere piu’ un’eccezione, ma quasi una consuetudine. E’ l’allarme lanciato da uno studio di Oxfam, che sottolinea come molti Paesi dell’Asia continuino a non investire in modo sufficiente in progetti che possano migliorare la loro capacita’ di affrontare i cambiamenti climatici. E questo nonostante i milioni di cittadini oggi esposti ai rischi di disastri e tragedie gia’ vissute in passato: il rapporto, intitolato ‘Can’t afford to wait’ (non ci si puo’ permettere di aspettare), ricorda infatti che negli ultimi due decenni l’Asia ha dovuto sostenere quasi la meta’ dei danni globali causati dai disastri, pari a 53 miliardi di dollari all’anno. Lo studio rileva gli sforzi messi in atto da alcuni Paesi nel teorizzare politiche e norme per affrontare le emergenze, ma sottolinea come questi piani non siano poi stati messi in atto con successo. E mette l’accento sulle maggiori sfide che i governi devono affrontare, dagli investimenti insufficienti, alla legislazione inadeguata, alla mancanza di coordinamento. Oxfam, inoltre, sottolinea come i governi continuino a concentrare maggiormente i propri sforzi per trovare finanziamenti post-emergenza, nonostante sia ormai accertato che la prevenzione costi meno. Cita il caso delle Filippine, dove quasi il 50% delle spese per la prevenzione contro i danni da cambiamenti climatici sono invece destinati ad aiuti di persone dopo i disastri. Lo studio chiama poi in causa anche la comunita’ internazionale, sottolineando che la responsabilita’ di rispondere ai cambiamenti climatici non deve ricadere sulla sola Asia.