Le centrali nucleari francesi di Penly, nell’ovest del Paese, e di Golfech, nel sud, sono state sorvolate ieri sera da droni, secondo quanto si apprende dalla gendarmeria e dal gestore, l’ente per l’energia EDF. “Il sorvolo notturno di due centrali da parte di apparecchi tipo troni e’ stata registrata dai gendarmi incaricati della protezione delle centrali e da dipendenti”, ha dichiarato un portavoce della gendarmeria. “Questi apparecchi non sono stati neutralizzati – ha precisato – poiche’ non rappresentavano una minaccia diretta per la sicurezza dei siti”. Gli incidenti sono avvenuti attorno alle 21. EDF, come nel caso di altri sette sorvoli nel corso del mese di ottobre, ha confermato che sporgera’ denuncia.
Per il ministero dell’Interno, i sorvoli sono stati sorvegliati e non hanno rappresentato in alcun modo un rischio per installazioni “fatte per resistere a scosse telluriche di forte magnitudo o allo schianto di un aereo di linea” che vi dovesse precipitare sopra. Il sorvolo delle centrali, pero’, e’ rigorosamente vietato in un raggio di 5 chilometri dai siti e fino a una quota di 1.000 metri. In caso di violazione del divieto si rischiano un anno di carcere e 75.000 euro di multa. I droni, alcuni dei quali sono veri gioielli di tecnica e consentono di trasportare alta tecnologia, sono dotati in genere di obiettivi e ricettori in grado di garantire informazioni preziose inaccessibili ad occhio nudo. Ne fa uso addirittura la stessa EDF, per sorvegliare la rete elettrica di Francia in zone di difficile accesso. Ma a bordo dei piccoli velivoli puo’ esserci di tutto, dalle fotocamere e videocamere agli esplosivi. Dopo i primi sorvoli si era pensato a un’azione degli ecologisti, e d’altra parte Greenpeace, dal 2007, ha utilizzato a piu’ riprese i droni per azioni di protesta contro le centrali, il piu’ delle volte per dimostrare quanto sia facile l’accesso ai siti nucleari di cui si vanta l’impenetrabilita’. Ma stavolta non si tratta dell’organizzazione ecologista e Yannick Rousselet, portavoce, si e’ subito tirato fuori, annunciando al contrario un’inchiesta del movimento per eliminare qualsiasi coinvolgimento di militanti. Il vero incubo di EDF e’ rappresentato dalla minaccia terroristica: una bomba a bordo di un drone, sganciata al momento giusto, potrebbe provocare una catastrofe. E in almeno due dei casi, i droni volavano sulle centrali perfettamente coordinati e simultanei a distanza di chilometri, a testimonianza di un’organizzazione ben collaudata che li dirige. Gli occhi sono da oggi rivolti verso EDF: e’ in grado, il gestore del nucleare francese, di impedire che i siti nucleari del Paese diventino oggetto di potenziali aggressioni dai cieli?
