
In Piemonte si punta anche sulla delocalizzazione degli insediamenti abitativi.
“In sintonia con le sovraordinate normative statali – ha proseguito Innocenti – e con quelle emanate dall’Autorità di bacino del F. Po, con la Circolare 7/LAP del 1996 la Regione ha fornito gli strumenti per sviluppare validamente le analisi territoriali svolte da geologi e ingegneri idraulici circa il dissesto in atto e potenziale nei suoi 1206 comuni, consentendo di individuare con precisione e attendibilità, i settori da sottrarre all’utilizzo urbanistico poiché gravati da oggettive condizioni di pericolosità e rischio più o meno elevato. Le verifiche di compatibilità fra le previsioni urbanistiche e il quadro del dissesto territoriale non si sono ancora completamente esaurite in tutti i comuni piemontesi, ma sono oramai in avanzata fase di completamento.
La conoscenza del quadro del dissesto è fondamento di qualunque efficace azione di prevenzione e tutela dai sempre più ricorrenti e spesso gravosi effetti della dinamica geo-idrologica, per contrastare i quali occorrerebbe mettere in atto anche impopolari interventi di rilocalizzazione degli insediamenti”.
“ La gente è stanca di sopportare l’enorme peso dei continui danni economici e delle perdite di vite umane. I geologi sono a servizio del Paese e chiedono – ha concluso Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – di imboccare l’unica strada possibile, quella basata su un modello di sviluppo nel quale le politiche per il territorio siano centrali.”
