Il mandarino è un arbusto sempreverde fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche cedro e pompelmo. Ne esistono numerose varietà: king, di origine cinese; Cleopatra, di origine indiana; la giapponese Satsuma e la marocchina Tangerine. Tra le varietà italiane, oltre al mandarino comune detto Avana, il famosissimo “tardivo di Ciaculli”, tipico siciliano, della zona palermitana. Il mandarino, ricco d’acqua, sali minerali, zuccheri semplici e vitamine, ha un notevole apporto energetico, è abbastanza calorico (per cui meglio non abusarne) contenendo 72 kcal ogni 100 gr. e presenta nella buccia una notevole quantità di limonene, un principio antiossidante che ritarda l’invecchiamento della pelle.
Proprio dalla buccia si estrae un prezioso olio essenziale che combatte l’ansia e l’insonnia, cura l’acne e la seborrea, previene le smagliature soprattutto in gravidanza, ha proprietà emollienti, purificanti, stimola il metabolismo. Il mandarino contiene vitamina A, vitamine del gruppo B e soprattutto vitamina C, nella polpa, che combatte i raffreddori, protegge le mucose e i capillari , contrasta le rughe, schiarisce la pelle, rendendola più tonica, mantiene reattivo, attento, agile e sveglio il cervello. Inoltre, la vitamina P è un ottimo alleato contro la ritenzione idrica, favorendo la diuresi; il bromo è un valido sedativo per il sistema nervoso, favorendo il rilassamento e conciliando il sonno e le fibre favoriscono il benessere intestinale, contrastando la stitichezza. Secondo alcuni ricercatori del National Institute of Fruit Tree Science, il mandarino avrebbe proprietà tumorali: un bicchiere di succo al giorno contrasterebbe l’insorgenza del cancro al fegato e proteggerebbe il cuore. Alcuni studi australiani affermano che consumare arance e mandarini favorirebbe la riduzione del rischio di cancro del tratto digestivo e di ictus.
Come conservare i mandarini? Fuori dal frigo, dove possono durare fino ad 1 settimana, in un luogo fresco e ben asciutto, facendo attenzione a non ammassarli gli uni sugli altri; mentre in frigo vanno chiusi in un sacchetto di carta e conservati nello scomparto frutta, mantenendo così inalterate le loro proprietà ed il profumo sino a 10 giorni. Ottimi freschi, appena sbucciati, oppure come ingrediente base per conserve, marmellate e gelati; la loro buccia viene utilizzata per la preparazione di canditi, sciroppi e liquori oppure ricoperta di cioccolato fondente fuso oppure a pezzettini, nel tè. Buoni sono buoni e, un po’ come la ciliegia, uno tira l’altro ma occhio a non abusarne. Il loro consumo va evitato se si soffre di reflusso gastroesogageo, esofagite o ernia iatale in fase acuta poiché potrebbero provocare un’irritazione della mucosa dell’esofago o bruciore gastrico. A chi assume medicine anti acidità si consiglia di aspettare al meno 3 ore tra l’assunzione dei farmaci e il consumo del mandarino.