
Il cuore del grande gelo siberiano rimarrà però confinato tra l’altopiano della Siberia centrale e la Siberia orientale, dove si isolerà un vasto nucleo di aria gelidissima, caratterizzato da isoterme di -25°C -30°C alla quota di 850 hpa che si dispongono sopra i territori della Repubblica di Jacuzia, lì dove i termometri riescono a scendere al di sotto del muro dei -50°C -55°C nelle nottate calme e serene. Proprio in Jacuzia il gelo d’estrazione “pellicolare” è di casa. Basti pensare che nel noto villaggio di Ojmjakon, nel cuore della Repubblica russa, conosciuto in tutto il mondo come il principale polo del gelo dell’emisfero boreale, spesso nella stagione invernale la colonnina di mercurio scivola sotto il muro dei -60°C, sfiorando persino i -65°C nelle ondate di gelo più cruente, associate a forti inversioni termiche agevolate dai cieli sereni e dalla scarsa ventilazione. Proprio in questo affascinante villaggio della Siberia orientale, nel gelido inverno del 1926, il servizio meteorologico russo riuscì ad estrapolare una temperatura minima assoluta di ben -71.2°C. Un dato formidabile che però non fu mai ufficializzato, nonostante la presenza di una strumentazione adeguata. Intanto, grazie al blocco anticiclonico fra gli Urali e la Russia europea, nei prossimi giorni la vasta laguna di aria gelida si dovrebbe concentrare sulla Siberia centro-occidentale, dove permarrà un vasto strato di aria molto gelida e pesante, dura da scalfire, nei bassi strati.
Più ad ovest invece filtrerà dell’aria un po’ più mite in quota, specie lungo il bordo occidentale del blocco anticiclonico russo, dove prevalgono le correnti meridionali, pronta a scorrere sopra l’aria gelida di matrice “pellicolare” preesistente negli strati più bassi, a contatto con il suolo. L’arretramento verso est dell’enorme nucleo di aria gelida “pellicolare” favorirà l’avvento di un nuovo picco di gelo su tutta la Siberia centrale e orientale, dove si registreranno minime sotto la soglia dei -40°C -45°C. Va pure sottolineato come quest’anno il manto nevoso depositato sulle lande siberiane, dagli Urali fino alle coste dell’estremo oriente russo, favorirà un ottimo effetto “Albedo” che potrebbe, a tratti, anticipare i tempi per lo sviluppo del “raffreddamento pellicolare” (che interessa le sterminate distese siberiane per merito della sensibile riduzione dell’insolazione diurna e dalle masse d’aria molto secche preesistenti nei bassi strati), tanto che già in Dicembre anche su alcune località della Siberia centrale non si potranno escludere valori minimi vicini ai primi -48°C, se non addirittura -50°C di stagione.