“Le loro proprietà superficiali paiono molto diverse da quanto si pensasse”.
Philae è atterrato sulla cometa mercoledì dopo una discesa durata sette ore, seguita al distacco dal satellite Rosetta, in viaggio da più di dieci anni e dal 6,5 miliardi di chilometri per incontrare le cometa, raggiunta da agosto scorso. Tra i dati più attesi da Philae l’analisi chimica di un campione di materiale prelevato dal suolo della cometa che nelle speranze degli scienziati può gettare nuova luce sull’origine del sistema solare e sulla vita sulla terra.
Il centro di controllo di Colonia ha di controllo di Colonia ha spiegato che il resto noto che la sonda MUPUS, uno dei dieci strumenti scientifici a bordo di Philae, ha martellato la superficie della cometa scoprendo che è “dura da scalfire”. “La potenza del martello è stata gradualmente aumentata, ma non siamo stati in grado i penetrare in profondità” ha spiegato il capo del team di ricerca Tilman Spohn. Esperimenti elettrici e acustici hanno confermato che la cometa “non è per nulla morbida come si riteneva” la di sotto della polvere superficiale. Nonostante la posizione precaria, Philae è riuscita a trivellare il suolo, ma non è chiaro se abbia raccolto campioni di terreno.
Ma l’analizzatore di gas COSAC è riuscito ad “‘annusare’ l’atmosfera di 67P e a rilevare le prime molecole organiche”. “le analisi spettrografiche e l’individuazione delle molecole continuano”.
Missione Rosetta: Philae ha rilevato molecole organiche sulla cometa
