Il matematico Alexander Grothendieck, apolide naturalizzato francese, è morto all’età di 86 anni. Lo scienziato, noto come un genio eccentrico e sostenitore delle cause pacifista e ambientalista, è deceduto ieri un ospedale di Saint-Girons, nel sudovest della Francia. Il presidente francese François Hollande ha elogiato Grothendieck definendolo “uno dei più grandi matematici” francesi e “una personalità fuori dal comune nella sua filosofia di vita”. Secondo il quotidiano francese Le Monde, l’uomo ha vissuto per anni nel villaggio di Lasserre, nascosto dal mondo e dalla comunità scientifica. Grothendieck fu pioniere della geometria algebrica e nel 1966 ricevette la Medaglia Fields, considerata il più alto riconoscimento in matematica, ma si rifiutò di ritirare il premio a Mosca per motivi politici. Nato il 28 marzo del 1928 a Berlino, era figlio di un ebreo russo, fotografo e militante anarchico, e di una giornalista tedesca. Dopo che il padre e la madre lasciarono la Germania nel 1933, Grothendieck fu affidato a un’altra famiglia ma nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, seguì i genitori in Francia. Passò alcuni anni in un campo di internamento insieme alla madre, mentre il padre morì ad Auschwitz. Studiò matematica all’università di Montpellier, a Parigi e a Nancy. Nel 1958 iniziò a lavorare all’Institut des hautes études scientifiques, ma lasciò l’incarico nel 1970 dopo aver scoperto che la scuola riceveva finanziamenti dal ministero della Difesa francese. Successivamente insegnò a Montepellier e lavorò al Centro nazionale di ricerca scientifica, concentrandosi principalmente su battaglie pacifiste e ambientaliste.
E’ morto Alexander Grothendieck, genio della matematica che poi è diventato eremita
