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Prima perturbazione invernale sul nord degli USA, torna la neve fra North Dakota, South Dakota, Michigan e Wisconsin
La prima vera perturbazione d’origini invernali ha interessato il nord degli Stati Uniti, portando le prime nevicate diffuse sugli stati più settentrionali, fino a bassissima quota. Il passaggio di un vasto sistema frontale a carattere freddo, associato ad una depressione extratropicale in spostamento sulla regione dei Grandi Laghi, costantemente alimentata lungo il bordo occidentale dall’afflusso di masse d’aria fredde, che dall’Artico canadese si fiondano in direzione del North Dakota, South Dakota e Wisconsin, sotto la spinta di sostenuti venti da NO che hanno superato la soglia d’attenzione fra South Dakota e Nebraska, ha prodotto le prime importanti nevicate di stagione sul nord degli States. Il transito di un ramo discendente del “getto polare” in ingresso dalla West Coast ha sospinto questo sistema frontale, seguito da masse d’aria veramente molto fredde, per non dire gelide in quota, verso il nord degli States.
Qui le masse d’aria molto fredde che l’accompagnavano hanno dato la stura a nevicate diffuse e a rovesci di neve che dal Montana orientale si sono spostati verso il North Dakota, il South Dakota, il Minnesota e il nord del Wisconsin, con accumuli fra i 5 cm e i 12 cm di neve fresca, depositata al suolo in poche ore. Ma le nevicate più intense hanno riguardato il settore sud-occidentale del North Dakota, il settore orientale del Montana e parte del South Dakota, dove si sono accumulati oltre 20-22 cm di neve fresca che in poche ore ha imbiancato praterie, campagne e diverse contee, creando anche qualche difficoltà al traffico stradale. Le nevicate sono state accompagnate dall’ingresso di venti, da O-NO e NO, piuttosto sostenuti, a tratti pure intensi sul South Dakota, che hanno fatto assumere alle nevicate carattere di bufera. Questo profondo vortice ciclonico, associato al sistema frontale responsabile delle nevicate sul nord degli USA, nelle prossime ore spingerà la massa d’aria fredda verso gli stati del Middle-East, apportando delle nevicate di debole e moderata intensità fra Wisconsin, nord dell’Illinois, Iowa settentrionale e Michigan. Fenomeni che localmente, lungo le coste del Michigan nord-occidentale, in particolare sulla penisola di Keweenaw, e del Wisconsin, potranno essere rinvigoriti dall’attivazione del noto fenomeno del “lakes effects”. Il fenomeno del “lakes effects” si attiva nella stagione invernale, non appena le masse d’aria gelide, di estrazione artica, dopo aver attraversato il Canada centro-orientale, si riversano sopra i grandi specchi lacustri presenti lungo il confine fra Stati Uniti e Canada. Questi presentano delle temperature superficiali abbastanza elevate anche nel cuore della stagione invernale.
Credit NOAA
Nel momento in cui l’aria fredda di lontane origini polari transita sopra i grande specchi lacustri i forti contrasti termici che si determinano rafforzando il “gradiente termico verticale” (notevoli differenze termiche fra media e bassa troposfera), favorendo l’innesco di una forte attività convettiva (violenti moti ascendenti della colonna d’aria che tende a salire bruscamente verso l’alto) che agevola la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi) in grado di apportare precipitazioni diffuse, che spesso assumono carattere di rovescio o temporale se i contrasti termici sono molto forti, con lo sviluppo di imponenti cumulonembi forieri di rovesci nevosi. Lo scoppio dell’instabilità convettiva e della nuvolosità cumuliforme viene spiegata dal fatto che a contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, mentre in quota continua a mantenere le sue origini gelide, con valori fino a -35°C-40°C sopra i 5000 metri. Ciò comporta una netta destabilizzazione al proprio interno della massa d’aria, determinando la rapida formazione delle nubi cumuliformi (cumulonembi) che vengono spinte dai venti dominanti verso le rispettive aree costiere, dove danno la stura a persistenti precipitazioni, che possono assumere carattere di rovescio o temporale sulle zone costiere sopravento. Ma oltre alla prima neve l’avvezione fredda che sta per invadere il nord degli States produrrà un significativo calo delle temperature, che si porteranno su cifre negative, dal Montana fino all’Illinois, l’Iowa e l’Indiana, con gelate notturne anche sui -5°C -6°C. Il vero gelo però si avvertirà lungo le Montagne Rocciose, fra gli stati del Montana, il North Dakota e l’Idaho, dove nei prossimi giorni potremo avere delle giornate di ghiaccio, con termometri negativi per gran parte della giornata, seppur a quote di montagna. Segno che l’inverno comincia ad ingranare la marcia in nord America, in vista dei grandi attacchi attesi nei prossimi mesi, allorquando il “lobo canadese” del vortice polare si abbasserà ulteriormente di latitudini, convogliando dal suo bordo più occidentale vari impulsi di aria molto fredda, di lontana origine artica.