Salute: solo 1 persona su 20 conosce i rischi di mortalità della stenosi aortica

cuore 2La stenosi aortica, una delle malattie delle valvole cardiache piu’ diffuse e pericolose, interessa piu’ di 300 mila over 75 in Italia, oltre 50 mila dei quali colpiti dalla forma grave, ma per gli esperti la sua importanza e’ sottovalutata. Quando si parla di malattie delle valvole cardiache e in particolare di stenosi aortica le idee sono confuse. A sfatare alcuni “falsi miti” che circolano su queste malattie e’ una ricerca condotta dall’istituto di ricerca britannico Opinion Matters, su incarico di Edwards Lifesciences, disegnata per valutare la conoscenza e la comprensione delle malattie delle valvole cardiache su un campione rappresentativo di 8.926 persone over 60 provenienti da 10 paesi europei, 1.000 dall’Italia. In Europa, secondo la ricerca, meno del 3% delle persone e’ preoccupata per le malattie delle valvole cardiache; i tumori (28%) e il morbo di alzheimer (20%) spaventano di piu’. Lo stesso vale per gli italiani, anche se emerge una maggior preoccupazione per le malattie delle valvole cardiache (3,6%) rispetto al resto degli europei. Anche dal punto di vista della possibilita’ di sopravvivenza alla malattia nel lungo periodo, la ricerca ha confermato la scarsa conoscenza intorno alla stenosi aortica. Infatti, mentre circa la meta’ (44,6%) degli europei dichiara che il tumore al polmone sia tra le malattie con minor possibilita’ di sopravvivenza, solo 1 su 20, il 4,1%, riconosce, a ragione, che la stenosi aortica abbia un altissimo rischio di mortalita’. In Italia la situazione e’ simile al resto d’Europa – il 5% riconosce che e’ la stenosi aortica ad avere minor probabilita’ di sopravvivenza -, anche se la percentuale di chi e’ convinto che la minor probabilita’ di sopravvivenza a lungo termine sia da attribuirsi al cancro al polmone e’ significativamente maggiore rispetto agli europei (60%). In quanto a conoscenza della stenosi aortica gli italiani dimostrano di saperne un poco di piu’: solo 2 europei su 5, il 38,6%, sanno cosa sia esattamente la malattia, mentre in Italia 1 persona su 2 e’ a conoscenza del fatto che la stenosi aortica sia un restringimento della valvola aortica. “I risultati dell’indagine dimostrano che, nonostante la gravita’, la stenosi aortica sia una malattia poco conosciuta e per lo piu’ sottovalutata – commenta Roberto Di Bartolomeo, Direttore Cardiochirurgia, Policlinico S. Orsola-Malpighi, Bologna -. In Europa, Italia inclusa, le persone sembrano ignorare la serieta’ di questa malattia, potenzialmente piu’ letale di molti tumori. E’ indispensabile innanzitutto far chiarezza sulla natura della stenosi aortica: e’ un restringimento provocato da depositi di calcio a livello della valvola del cuore che regola la quantita’ di sangue che fluisce dal ventricolo sinistro all’aorta e da li’ raggiunge i vari organi del corpo umano. E’ la malattia delle valvole piu’ frequente oltre i 75 anni ed e’ potenzialmente mortale, soprattutto nella sua forma piu’ grave – continua Di Bartolomeo -. Secondo le stime piu’ recenti, il 4,6% della popolazione oltre i 75 anni, quasi 300 mila persone in Italia, soffre di stenosi aortica severa, un quinto delle quali – tra le 50.000 e le 60.000 – e’ colpita dalla forma definita grave e sintomatica, destinata in un caso su due a prognosi infausta nel giro di un paio di anni, se non si interviene prontamente. Purtroppo, oltre ad essere sottovalutata, e’ spesso non trattata con appropriatezza, se si considera ad esempio che circa il 30% di questi malati non sono inviati alle cure piu’ adeguate e non sempre quelli che vengono curati lo sono secondo i dettami delle linee guida internazionali” conclude. “Per la cura della stenosi aortica, le linee guida internazionali prevedono la sostituzione della valvola aortica con una protesi valvolare”, dichiara Mauro Rinaldi, direttore Cardiochirurgia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Citta’ della Salute e della Scienza, Torino. Tradizionalmente, l’operazione chirurgica di sostituzione della valvola aortica richiede di praticare un’apertura nella cavita’ toracica, che sia abbastanza ampia da permettere al chirurgo di avere un buon accesso al cuore e all’aorta, e quindi procedere con la sostituzione della valvola. Le nuove tecnologie consentono la sostituzione della valvola con approcci minimamente invasivi. “Le protesi valvolari, oggi prevalentemente ‘biologiche’, ossia costituite da tessuto del pericardio animale, possono essere agevolmente impiantate con una piccola incisione attraverso la parte superiore dello sterno (mini-sternotomia) o con una incisione nella parte destra del torace (mini-toracotomia)” prosegue Rinaldi. “Il vantaggio non e’ solo estetico – interviene Francesco Alamanni, Direttore Chirurgia cardiovascolare, Centro Cardiologico Monzino, Milano -. La mini-sternotomia e’ associata a una riduzione dei sanguinamenti, minori complicazioni respiratorie, meno dolore post-operatorio, riduzione dei tempi di ricovero in terapia intensiva e piu’ in generale in ospedale che si traducono in un miglior recupero del paziente e diminuzione del costo dell’intervento”. All’inizio di aprile per la prima volta in Europa e’ stato impiantato al Centro Cardiologico Monzino di Milano dall’equipe del professor Alamanni, il nuovo modello di un’innovativa valvola aortica a impianto rapido, l’Intuity Elite di Edwards. “Questa nuova protesi valvolare e’ del tipo ‘sutureless’, richiede solo poche suture di guida in quanto, in fase di impianto, si espande velocemente per adattarsi ai vasi aortici. Questo sistema offre vantaggi significativi per il paziente: l’impianto e’ piu’ facile, piu’ rapido, e puo’ essere eseguito agevolmente con le tecniche mini-invasive, limitando le possibili criticita’ e gli effetti collaterali connessi con il trauma chirurgico”, conclude Alamanni.