Salute: mortalità per emorragia digestiva simile a quella per l’infarto

emorragia digestivaLe malattie gastroenterologiche con 1,5 milioni di ricoveri l’anno rappresentano la prima causa di ospedalizzazione in Italia e molti di questi casi giungono in ospedale come emergenze: proprio a “Emergenze e urgenze digestive” l’Associazione Italiana Gatroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) dedica il suo decimo corso annuale, in programma a Roma fino al 28 novembre presso le Sale storiche dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata. L’evento scientifico, che comprende il VII corso di epatologia congiunto di AIGO e dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), rappresenta il piu’ importante appuntamento dell’anno per la gastroenterologia italiana e vi partecipano oltre 200 gastroenterologi da tutto il Paese. La principale delle emergenze e’ l’emorragia digestiva: ogni anno, infatti, in Italia circa 130 persone su 100.000 sono colpite da emorragia del tratto digestivo superiore e circa 30 su 100.000 da emorragia del tratto digestivo inferiore. La sua gravita’, purtroppo, e’ spesso sottovalutata: questa patologia, infatti, registra in pronto soccorso una mortalita’ simile a quella dell’infarto (5-6%) ma non e’ percepita come altrettanto pericolosa. “Prioritaria e’ l’organizzazione in ciascuna regione di una rete dell’emergenza gastroenterologica, che dovrebbe costituire il riferimento per definire le dimensioni e le caratteristiche delle unita’ operative negli ospedali. In particolare, considerato che le patologie gastroenterologiche con presentazione urgente hanno una mortalita’ del 2% quando sono trattate in unita’ di gastroenterologia contro il 5% in unita’ non specializzate, ritengo – sostiene Antonio Balzano, presidente dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO) – che a ogni Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) debba essere associata un’unita’ di gastroenterologia. In Italia oggi, invece, vi sono 174 unita’ di gastroenterologia a fronte di 351 DEA attivi”. Secondo l’AIGO nel piu’ recente Patto per la salute sono previsti tagli all’erogazione di prestazioni e servizi che mettono a rischio i livelli minimi assistenziali. “Un esempio – prosegue Balzano – ne e’ la netta riduzione complessiva del numero delle unita’ operative complesse: circa il 20-25% di esse potrebbe essere eliminato mediante accorpamenti o trasformazione in unita’ operative semplici. Tra queste, vi saranno anche unita’ di gastroenterologia. Cio’ potrebbe comportare gravi rischi per la salute dei pazienti. Gia’ oggi le patologie dell’apparato digerente sono affrontate in maniera spesso inappropriata: solo il 9% dei pazienti e’ ricoverato in gastroenterologia. Cio’ comporta, per esempio, che la maggioranza dei malati di patologie gastroenterologi sia ricoverato per piu’ tempo del necessario (8,4 giorni nei reparti generalisti a fronte di 6,7 nelle unita’ dedicate) e si registri una mortalita’ maggiore (5,1% a fronte del 2,2% in gastroenterologia)”. Se si prendono in considerazione le sole emorragie digestive superiori, che in Italia colpiscono ogni anno 70.000 persone, si potrebbero risparmiare 140.000 giornate di degenza se tutti i casi fossero gestiti nel giusto reparto.