“Non l’abbiamo pensato per trasportare passeggeri ma per trasportare un messaggio: l’importanza di avere spirito pionieristico e innovare in modo intelligente.” E’ la filosofia di Bertrand Piccard, psichiatra svizzero, esploratore e avventuriero come da tradizione di famiglia, che insieme all’ingegnere e pilota svizzero André Borschberg porta avanti da anni il progetto dell’aereo a energia solare, il Solar Impulse, credendo nella tecnologia pulita e nelle energie rinnovabili come grandi opportunità per il futuro, non solo per l’aviazione ma per la vita di tutti i giorni.
I due, con il loro Solar Impulse 2, partiranno per il giro del mondo a marzo 2015: circa 25 giorni di viaggio, da Abu Dhabi, sorvoleranno il Mare Arabico, l’India, il Myanmar, la Cina, gli Stati Uniti, l’Europa del Sud, l’Africa del Nord e torneranno al punto di partenza, con vari stop per darsi il cambio alla guida e presentare al mondo l’aereo e il loro messaggio “green”.
Attraverseranno anche Atlantico e Pacifico nei due viaggi più impegnativi da circa 5 giorni e 5 notti consecutive. Un aereo leggerissimo e con ali enormi per questa sfida, monitorato da esperti che controlleranno meteo e condizioni dei piloti.
L’emozione prima della partenza è tanta, ha spiegato Piccard, lassù si è pionieri e bisognerà mettere a frutto quello che si è imparato a terra con il simulatore. “Pilotarlo mi darà tante emozioni: sei il primo a volare così, a produrre energia volando, ci sono milioni di persone che ti guardano, che condividono il tuo sogno e la tua visione del mondo, dell’ innovazione della green technology, che ti supportano e ti ringraziano per quello che fai”. Piccard crede nell`aiuto dell`ipnosi per pilotarlo: “A volte può essere utile separare il corpo dalla mente, con il corpo puoi riposare ma la mente deve essere vigile per intervenire sui controlli, se serve” ha detto.
Solar Impulse 2, il giro del mondo: la sfida di Borschberg e Piccard
