
L’aereo ha quattro motori elettrici che di giorno vengono alimentati da 17mila celle fotovoltaiche, piccole e sottili quasi come un capello che ricoprono le ali. Di notte, invece, da batterie al litio-polimero. La struttura è in fibra di carbonio e la cabina per un solo pilota non è pressurizzata ma è termicamente isolata: di giorno, infatti, il Solar Impulse vola a un’altitudine massima di 8.500 metri, che diventano 1.500 di notte e la temperatura per il pilota nella cabina varia dai 35-40 gradi ai meno 20, rendendo indispensabile l’uso di una tuta speciale di fibre di nylon. All’interno ci sono sofisticati strumenti di precisione. In 3,8 metri cubi c è lo spazio per un sedile che può inclinarsi anche in orizzontale, per dormire un po’ e fare esercizi di rilassamento, una maschera d’ossigeno, una sorta di toilet e il posto per cibo e bevande. Inoltre, il paracadute, e il computer di bordo che invia costantemente una grande quantità di dati sulle prestazioni dell aereo e sulle condizioni fisiche e psichiche del pilota.
Borschber e Piccard, piloti esperti, raccontano di essersi a lungo allenati al simulatore e spiegano che diventa più difficile controllarlo quando ci sono turbolenze ad alte altitudini e un’ala si inclina troppo rispetto all’altra. Il modo migliore, dicono, è cercare di anticipare le situazioni e fare movimenti lenti per assecondare l’aereo, ma soprattutto informarsi sulle condizioni meteo.
Solar Impulse 2: l’aereo a energia solare che pesa come un SUV
