Ieri una giornata storica con l’atterraggio della Sonda spaziale Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko: è un successo dell’industria e del sistema produttivo italiano

ECCO PERCHE’ QUESTA MSISIONE PARLA ITALIANO – Alcuni degli strumenti piu’ importanti, l’assemblaggio, le simulazioni di volo e il supporto nelle fasi di discesa, universita’ e enti di ricerca, nonche’ centinaia tra ricercatori, operai, e tecnici: il grande successo di Rosetta, la missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) atterrata sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, e’ stato possibile anche grazie a un importante ruolo dell’Italia. Rosetta e’ una complessa missione europea che ha coinvolto circa 20 nazioni, e uno dei principali ruoli e’ stato ricoperto dall’Italia, sin dalle origini, quasi 30 anni fa grazie al contributo fondamentale di molti ricercatori e progettisiti, tra cui Angioletta Coradini scomparsa recentemente. Dei 21 strumenti a bordo su Rosetta e il lander Philae, che da adesso analizzera’ il ‘terreno’ della cometa, ben quattro sono sotto la responsabilita’ italiana. Si tratta di Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) il cui responsabile scientifico e’ Fabrizio Capaccioni dell’Istituto di Planetologia e Astrofisica Spaziale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Infn), Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) con Alessandra Rotundi dell’Universita’ “Parthenope” di Napoli e la Wac (Wide Angle Camera) con Cesare Barbieri dell’Universita’ di Padova.
A bordo del lander e’ italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni (Sd2), realizzato da Selex Es sotto la responsabilita’ scientifica di Amalia Ercoli Finzi del Politecnico di Milano, ed il sottosistema dei pannelli solari, con il Politecnico di Milano. L’Italia ha fornito molte risorse sin dalle prime fasi di progettazione di Rosetta, occupandosi in particolare di un serie di strumenti per la simulazione della missione e della discesa del lander. A Torino si sono inoltre svolte tutte le operazioni di assemblaggio e prove sul satellite negli stabilimenti di Thales Alenia Space, che ha inoltre realizzato un sistema di comunicazione, Deep Space Transponder, per mantenere in comunicazione la sonda con i tecnici a Terra. Dagli stabilimenti di Selex Es sono nati anche A-Str, il sensore per l’assetto stellare che permette a Rosetta di orientarsi e puntare l’antenna verso la Terra, Navcam, la telecamera necessaria a guidare la sonda, Virtis (Visible and Infrared Thermal Imaging Spctrometer), ideato per rilevare le caratteristiche termiche della cometa e infine Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) che ne svelato la composizione chimico-fisica
