
C’e’ poi il fattore rischio legato al fatto che gran parte della regione non era considerata sismica nella classificazione antecedente agli anni ’80, per cui soprattutto nel pordenonese, nell’area al confine con il Veneto, sono presenti edifici non adeguati all’effettiva pericolosita’ della zona. Per questo in quelle aree il rischio e’ piu’ elevato. Chiaramente nella zona di Gemona e dintorni la pericolosita’ e’ elevata ma il rischio e’ basso – ha sottolineato – perche’ gli edifici sono stati tutti adeguati sismicamente dopo il terremoto”. Per ridurre le potenziali conseguenze deiTerremoti una strategia fondamentale e’, oltre alla messa in sicurezza degli edifici, promuovere la conoscenza, la prevenzione e il pronto intervento: “Far conoscere il rischio sismico, e far riflettere i cittadini sull’importanza di effettuare esercitazioni antisismiche regolari – conclude Mucciarelli – e’ fondamentale per far comprendere che i Terremoti, seppur imprevedibili e incontrollabili, possono risultare meno devastanti e spaventosi se affrontati correttamente”.
