
Gli eventuali acquirenti della Mirai dovranno fare i conti, oltre che con il prezzo elevato, con la rete di rifornimento che è ancora insufficiente, nonostante alcuni Paesi ne stiano sovvenzionando la diffusione. In Giappone si contano circa 30 stazioni e negli Stati Uniti distributori di idrogeno stanno aprendo in California. In Europa stazioni saranno costruite nel Regno Unito e in Germania. Toyota stima che il nuovo modello impiegherà tra i 10 e i 20 anni per raggiungere una mole di vendite nell’ordine delle decine di migliaia. La casa giapponese ha ammesso che si tratta di un rischio, ma pure che Toyota indende affrontare quella dell’auto a idrogeno come una sfida. La Mirai può viaggiare per ben 650-700 chilometri con il pieno dei due serbatoi a idrogeno e accelera “piuttosto velocemente“, afferma Toyota. Il gruppo ha ricevuto finora 200 pre-ordini, soprattutto da aziende governative e da imprese private che puntano a essere sostenibili a livello ambientale. Il governo giapponese ha intenzione di sovvenzionare le vetture a celle a combustibile con 2 milioni di yen ad acquisto. Toyota fece una scommessa simile nel 1997 quando lanciò sul mercato la Prius, un modello ibrido benzina-elettrico, che adesso realizza grandi volumi di vendita.
