Era il 26 febbraio 1962 quando una donna americana, una certa “Miss Kelly”, ricevette una lettera direttamente dalla NASA. Il testo diceva chiaramente: “La sua offerta di partecipare a una missione spaziale è encomiabile, e le siamo molto grati. Questa lettera è per informarla che attualmente non abbiamo programmi riguardanti astronaute donne, né contempliamo piani simili in futuro”. Il documento, pubblicato qualche anno fa da un utente del sito di social news e intrattenimento “Reddit”, ha fatto ben presto il giro della del web, giungendo forse anche alle orecchie di Hilary Clinton che, nel corso della sua campagna presidenziale del 2009 , ha rivelato di aver lei stessa ricevette una lettera di rifiuto simile, a seguito di una sua richiesta di “diventare astronauta”.
E se Miss Kelly venne respinta seccamente, un anno dopo gli Stati Uniti ricevettero un grande “schiaffo” dall’Unione Sovietica. Era infatti il 16 Giugno 1963, quando la 26enne russa Valentina Tereskova, appassionata paracadutista, selezionata il 12 marzo dell’anno precedente insieme ad altre 4 candidate (che non divennero altrettanto famose) iniziò la sua missione di 3 giorni a bordo della navicella Vostok- 6. Nelle foto diffuse alla vigilia del primo volo nello spazio, la Tereskova mostrava un serioso ghigno militaresco ed una folta chioma bruna, mentre dopo il ritorno sulla Terra sulle labbra le scoppiò un sorriso che sfoggiò senza sosta. Volò in orbita sulla navicella Vostok-6, una sfera uguale a quella usata due anni prima da Juri Gagarin, primo cosmonauta della storia.

Ma qualcosa, nelle ultime ore, è ulteriormente cambiato: L’attracco è avvenuto poco prima delle 4 italiane, realizzando un sogno che si è fatto attendere per troppo tempo: dopo il lancio di ieri sera alle 22:01, Samantha Cristoforetti è la prima astronauta italiana nello spazio. “Ci sentiamo dallo spazio” , aveva promesso via Twitter prima di partire e dopo il perfetto lancio, dalla base aerospaziale di Baikonur, in Kazakistan, della navetta Soyuz e 6 ore di viaggio, la Cristoforetti, insieme al comandante russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry Virts è stata portata nella Stazione Spaziale Internazionale. 37enne, nata il 26 aprile 1977 a Milano e cresciuta a Malè, in provincia di Trento, rimarrà in orbita per 6 mesi nell’ambito della missione Futura 42. Laureata in ingegneria meccanica in Germania, a Monaco, capitano dell’Aeronautica Militare Italiana, Samantha, entrata a far parte del Corpo astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nel 2009, si definisce un’amante delle escursioni a piedi, delle immersioni, delle esplorazioni nelle grotte, oltre che del nuoto, della corsa, del sollevamento pesi e dello yoga; ama le lingue straniere, la lettura, il ballo ed è di certo un orgoglio tutto italiano. Un forte e caloroso in bocca al lupo alla prima astronauta italiana nello spazio che, poco prima della partenza, ha detto: “… Vado nello spazio con tutta me stessa, con tutto quello che sono e di cui ho fatto esperienza, e porto certamente con me ogni persona che ho incontrato”.