Warka Water: l’invenzione italiana che trasforma l’umidità dell’aria in acqua potabile

WARKAIl problema acqua potabile attanaglia molte zone del Pianeta. Forse la soluzione potrebbe arrivare proprio da due inventori italiani: Arturo Vittori e Andrea Vogler dell’Architecture and Vision che, con il sostegno del Centro Italiano di Cultura di Addis Abeba e la EiABC (Ethiopian Institute of Architecture, Building Construction and City Development), hanno realizzato un dispositivo capace di produrre acqua potabile dall’aria.

L’innovativa struttura in bamboo, che si chiama Warka Water (nome ispirato al gigantesco fico etiope in via d’estinzione: Warka, utilizzato durante le tradizionali riunioni pubbliche), sfrutta l’umidità dell’aria e, attraverso un processo di condensazione, la trasforma in acqua potabile. La struttura, nonostante il suo peso complessivo di circa 60kg, è facilissima da costruire, essendo scomponibile in 5 moduli, facilmente assemblabili, dal basso verso l’alto, dagli stessi abitanti dei villaggi africani, senza la necessità di ponteggi. Si tratta di un “Albero dell’acqua”, una torre alta circa 10 metri, con una struttura reticolare a maglia triangolare realizzata con il giunco, un materiale naturale facilmente reperibile e al suo interno è alloggiata una rete, realizzata con un tessuto speciale, il polietilene tessile, in grado di trasformare l’umidità dell’aria in acqua potabile tramite condensazione. WarkaWater può raccogliere fino a 100 litri di acqua potabile al giorno ed il suo costo è di soli 360 euro. Considerando che può funzionare anche nel deserto, rappresenta una soluzione per milioni di persone, non solo in Africa, ma in tutto il Pianeta.

Dopo la presentazione del progetto alla Biennale di Architettura di Venezia del 2012, nel 2014 lo studio d’architettura ha introdotto WarkaWater 2 che amplifica la capacità di raccogliere l’acqua piovana, la rugiada e la nebbia, con una forma conica sormontata da una corona progettata per tenere lontani gli uccelli. Tra i tanti aspetti positivi del progetto: il fatto di basarsi su un semplice principio naturale: la condensazione dell’aria che produce acqua, sfruttando l’escursione termica giorno/notte, molto accentuata in Africa; il basso costo e la facilità di assemblaggio (4 uomini montano la struttura in circa 10 giorni), l’utilizzo di materiali ecologici e facilmente reperibili. Per far decollare il progetto che, se andasse in porto, migliorerebbe la vita delle popolazioni locali, consentendo alle donne di dedicarsi ad altre attività (mentre attualmente passano circa 6 ore al giorno lontane da casa per procurarsi l’acqua, migliorando inoltre la salute dei bambini e riducendo il tasso di abbandono scolastico; la soluzione è stata affidarsi alla rete, tramite il crowdfunding.