Sono trascorsi 160 anni da quando Pio IX, Papa dal 1846 al 1878, definì solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione, chiudendo una lunga e, a tratti, accesa controversia teologica. Era l’8 dicembre 1854 e la bolla Ineffabilis Deus recitava: “ …. Con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei beati apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo: la dottrina, che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale, è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli”.
L’Immacolata Concezione, dunque, è un dogma: definisce una verità assoluta, inopinabile, valida sempre, in ogni cultura e in ogni tempo, cui ogni singolo credente deve prestare fede indefettibile. Il Figlio di Dio nasce dalla Vergine Maria e ciò è possibile per opera dello Spirito Santo e perché Dio, nel suo progetto d’amore, ha preparato una degna dimora al Figlio suo: la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino), così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. La Vergine Maria è Immacolata non solo perché ha concepito il Verbo incarnato e quindi portato con sé, nel Suo Grembo, il Dio fattosi uomo; ma anche perché ha dato al Verbo incarnato la natura umana. Il catechismo afferma che Gesù Cristo è vero Dio ma anche vero uomo, nell’unico soggetto che è divino (unione ipostatica). Non si può, infatti, pensare che Dio, essendo somma perfezione e somma purezza, possa aver ricevuto la natura umana da una creatura toccata, anche se brevemente, dal peccato e, in quanto tale, soggetta in qualche modo all’azione del Maligno. Nell’Annunciazione, l’Angelo saluta Maria con l’appellativo “Piena di Grazia”. Non si tratta di un semplice saluto rivolto a chi è nello stato di Grazia, ma a chi è totalmente pieno della Vita di Dio, in quanto costitutivamente Immacolato. In definitiva, Maria è l’esempio di umanità nuova che, al contrario di Eva , sa obbedire al suo Creatore. La solennità dell’Immacolata Concezione è tutta dedicata alla Donna “porta” attraverso la quale Dio ha potuto donare la salvezza in Gesù.
Nel mondo, i luoghi religiosi celebrativi della festa, coincidono con quelli dove la Madonna ha fatto le sue apparizioni, confermando il Dogma della Chiesa. Così a Lourdes, dove nel 1858, la Madonna è apparsa a Bernadette Soubirous, (“io sono l’Immacolata Concezione”), o a Fatima, dove si è manifestata Ai tre pastorelli tra i quali Suor Lucia (“il mio cuore immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio”) e ancor, a a Medjugorje. Ciascuno di questi luoghi mariani è meta continua di tantissimi credenti e non pochi sono i miracoli che ancora oggi accadono. L’Immacolata, come da tradizione, inaugura il periodo delle celebrazioni natalizie ed in molti, proprio in questo giorno, allestiscono il presepe e l’albero di Natale. In molte località, l’8 dicembre è l’occasione anche per inaugurare i suggestivi mercatini natalizi. In Italia le tradizioni sono tante e variano da regione a regione. Molte hanno una matrice che rimanda al mondo contadino, agreste, medievale o persino pagano. Se a Milano la Festa si fonde con quella di Sant’Ambrogio, in altre parti d’ Italia ha suoi più specifici connotati. A Verbicaro, in provincia di Cosenza, viene celebrata la ricorrenza attraverso la convivialità, come suggerisce il suo nome locale “Perciavutta”, letteralmente ‘aprire la botte’. Nel corso della giornata, si degusta il vino nuovo, accompagnandolo con ‘grespelle’ ripiene di alici salate, peperoni secchi e cavolfiore, portate in dono da amici e vicini di casa. A Putignano, in provincia di Bari, le celebrazioni per l’Immacolata durano nove giorni, ricchi di appuntamenti di preghiera e processioni. Tra il 29 novembre e il 7 dicembre vengono eseguiti particolarissimi canti e, l’8 dicembre, dodici membri di associazioni locali depongono ,ai piedi della statua della Madonna, delle corone di fiori, rigorosamente bianchi.
A Nicotera (Vibo Valentia), la storia della Festa dell’Immacolata deriva da una curiosa leggenda, che racconta del miracoloso ritrovamento, da parte di alcuni pescatori, di una scultura della Vergine in mare. Per commemorare il fatto, ogni 8 dicembre viene organizzata una processione; quando il corteo arriva in prossimità della marina, si fanno avanti i pescatori che conducono la statua della Madonna in mare, nell’esatto punto in cui venne ‘scoperta’. L’intero rituale termina quando, riportata la scultura a terra, i pescatori intonano canti e preghiere per la loro protettrice. In molte zone rurali della Penisola, esiste la tradizione, derivante dal mondo contadino, dei falò. La festa nel passato aveva una forte dimensione collettiva ed era legata al carattere purificatore del fuoco che, oltre a riscaldare la Madonna nel passaggio verso Betlemme, allontanava le forze del male, soprattutto in un periodo dell’anno cruciale per la semina dei campi. Uno dei luoghi suggestivi è Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli, dove la ricorrenza dell’8 dicembre è particolarmente sentita perché due eventi, tipici della tradizione popolare locale, ne delineano i pittoreschi contorni che si fondono tra folklore e religione: la voce di “Fratièlle e surélle” e i suggestivi “fuocaracchi”; due pratiche antiche, alle quali ancor oggi. per fortuna , è possibile assistere. I bisnonni raccontano del nubifragio di un peschereggio, coinvolto in una violenta tempesta in mare e di un unico superstite, scampato alla tragedia che, in balia delle onde, mantenendosi a galla con un legno dell’imbarcazione per ore, rimase miracolosamente illeso, invocando la grazia della “Madonna”.
Giunta ormai l’alba, e a mare acquietatosi, il pescatore, dolorante, stremato e infreddolito, raggiunse l’arenile stabiese adiacente alla cosiddetta “Banchina ‘e zì Catiello”, dove fu notato da alcune persone che si trovavano sul posto, che lo soccorsero, accendendo un fuoco per riscaldarlo. Il miracolato, riguadagnate un po’ delle sue forze, tra lo stupore degli astanti, disse che era rimasto in vita perché salvato dall’Immacolata Concezione, che lo aveva accolto tra le sue braccia. Tale storia, se vera, daterebbe quindi questa tradizione almeno alla fine ‘800. In Sicilia, a Scordia (Ct), il 7 dicembre, dalla chiesa di San Rocco, partiva una processione di giovani che portavano i palichia, croci di canna con ampi panni recanti l’immagine dell’Immacolata e i scupi, cioè scope su manici di canna; arnesi artigianali in canna che rappresentano la Morte e la Rinascita, la Perfezione e la Purificazione, acquisendo un notevole significato per la festa dell’Immacolata che si sarebbe celebrata l’indomani. Una delle tradizioni che, fortunatamente, non è andata perduta, è quella della “Svelata” del simulacro di Maria Santissima, che si svolge all’alba del 29 novembre, dando inizio alle celebrazioni in onore dell’Immacolata. “Santa Maria Immacolata” viene particolarmente venerata dai parrocchiani della Chiesa San Giovanni Battista all’Immacolata, ma in particolare dalla “Confraternita dell’Immacolata” che, ogni anno per l’8 dicembre, accorrono a festeggiarla e a portarla in Processione per le vie di Ortigia.
Si inizia con la cosiddetta “Atturna” (più comunemente, Notturna) che consiste nel giro della banda musicale per le vie di Ortigia dalle tre del mattino per terminare poco prima delle cinque. La banda suona allegramente, risvegliando gli abitanti con marce anche profane, ed annunciando l’inizio della festa. Alle cinque del mattino, invece, comincia la funzione in chiesa , con la celebrazione della S. Messa; fino a quando, durante l’omelia, il sacerdote ripete la frase solenne e attesa da tutti: ..“ed ora Maria svelaci il tuo volto!”. A questo punto, la chiesa, gremita di fedeli, inizia ad illuminarsi, mentre il velo bianco che copre il simulacro della Vergine posto sull’altare maggiore, scorrendo lentamente, mostra, in tutto il suo splendore, la Madre di Dio avvolta nel suo manto azzurro e con le mani aperte verso i fedeli, tra le loro lacrime e gli applausi. A Calatafimi Segesta (Tp) si svolge una tradizionale e suggestiva processione notturna con le fiaccole, la “Mmaculatedda” cui partecipano, a dismisura, fedeli di ogni condizione sociale ed età. A Canicattì (Ag), invece, la vigilia dell’Immacolata si fanno Li Vamparotti, si allestiscono dei grandi falò in ogni quartiere. Tutti i ragazzi del rione costituiscono una vera e propria squadra che, per circa otto giorni, lavora all’edificazione di una grande catasta di legna cui si darà fuoco nel giorno stabilito.