Masse d’aria più fredde, di origine polare marittima (e non artica), stanno cominciando a mettersi in moto verso il bacino centrale del Mediterraneo, dando origine alla prima vera avvezione fredda della stagione sulle nostre regioni, da mesi sottoposte ad un eterno dominio delle correnti meridionali. Prima di inquadrare la dinamica di flusso che farà scivolare fino al Mediterraneo il primo sbuffo polare, cerchiamo di analizzare il quadro sinottico generale, artefice di questo peggioramento di stampo invernale. Lungo le latitudini polari il vortice polare troposferico, ancora lievemente disturbato, continua a presentare il tipico assetto bipolare, con lo sviluppo di due grandi “lobi”, di cui uno attualmente posizionato sull’Artico norvegese, attorno le Svalbard, mentre l’altro “lobo”, molto più intenso e interamente riempito di aria gelida di origine artica a tutte le quote, lo troviamo posizionato sul settore orientale dell’Arcipelago Artico canadese.
Al contempo, in sede canadese, il considerevole “gradiente di geopotenziale” in quota, che si verrà a realizzare fra l’Artico canadese, la Groenlandia e l’Atlantico occidentale, causerà un significativo rinforzo del ramo principale del “getto polare”, che proprio da domani sorvolerà l’Atlantico nord-occidentale con un potente “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”) che avrà il merito di erodere il margine più settentrionale dell’anticiclone azzorriano, favorendo un “tilting” verso est del promontorio oceanico, il quale si spingerà con le proprie propaggini più orientali fino al traverso delle Alpi. Questa spinta, decisa, del promontorio anticiclonico azzorriano in direzione dell’Europa occidentale, con un promontorio fin verso le Alpi, favorirà la discesa, ulteriormente di latitudine, di parte di quell’aria fredda polare marittima in circolazione lungo il margine occidentale della saccatura artica, sotto la spinta di un poderoso di “Jet Streak” che nella seconda del giorno si spingerà verso sud, presentando velocità ragguardevoli di oltre i 260-270 km/h sopra la Francia occidentale e i Pirenei. Il potente ramo discendente del “getto polare”, che dal nord Atlantico si getterà a capofitto sul Mediterraneo centro-occidentale, dopo aver sorvolato il Regno Unito e la Francia occidentale, farà penetrare l’aria fredda in quota, associata alla saccatura artica, fino al Golfo del Leone e al mar delle Baleari, accompagnandosi anche ad una forte avvezione di vorticità positiva, esaltata dal “Jet Streak” in quota.
La componente marcatamente meridiana del “getto polare”, oltre a creare una forte avvezione di vorticità positiva su tutto il Mediterraneo centro-occidentale, nella nottata fra domani e martedì, genererà una marcata anomalia della tropopausa che scaverà l’ambiente ideale per l’impianto di una giovane ciclogenesi, a carattere freddo, sulle Baleari, riempita di aria fredda polare marittima. Difatti, proprio nella mattinata di martedì 9 Dicembre, un ulteriore “tilting” verso levante del robusto anticiclone delle Azzorre, indotto dall’approfondimento, sull’Atlantico nord-occidentale, di un profondissimo ciclone extratropicale in uscita dal mar del Labrador, che assumerà le caratteristiche di una spettacolare “depressione-uragano”, determinerà un conseguente “Stretching” dell’asse di saccatura, in scivolamento sul Mediterraneo centro-occidentale. Subendo questo “Stretching”, ben più marcato nella sua parte più meridionale, la saccatura colma di aria polare marittima evolverà rapidamente in “CUT-OFF”, con un nocciolo di aria molto fredda polare marittima sui -32°C, che dal mar delle Baleari si allontanerà verso la costa algerina orientale e l’alta Tunisia, causando parecchia instabilità, per l’intensificazione del “gradiente termico verticale”. Il grosso del peggioramento entrerà di scena proprio nella notte, fra lunedì 8 e martedì 9 Dicembre, allorquando l’aria polare marittima inizierà a traboccare sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, instaurando una circolazione depressionaria nei bassi strati, fra Baleari e Italia centro-settentrionale.
La differenza di densità con le masse d’aria, più temperate e leggere, preesistenti sul mar Mediterraneo, tende ad innescare e a rendere ancora più intense le raffiche di caduta, fra la costa slovena, l’Istria ed il golfo di Trieste. Inoltre, la presenza di un “gradiente termico orizzontale” piuttosto intenso, fra Europa centrale e Mediterraneo, esacerberà la ventilazione orientale ancora più intensa, con significative raffiche di caduta sull’area triestina e sul vicino confine sloveno. Parte di questi venti di bora raggiungeranno le coste del Veneto e della Romagna, per poi penetrare sul Catino Padano sotto forma di una debole/moderata ventilazione da Est ed E-SE, che nella mattinata di martedì si accompagnerà a cieli molto nuvolosi o coperti, pronti a dare la stura a piogge diffuse, con accumuli più significativi proprio fra Piemonte, Lombardia, Emilia/Romagna e Liguria centro-orientale. L’afflusso dell’aria più fredda, da Est, produrrà un significativo calo della quota neve, che martedì mattina potrebbe portarsi fin sotto i 600-500 metri sui monti di Piemonte, Lombardia, Emilia/Romagna, con accumuli abbondanti solo in quota, sull’Appennino Tosco/Emiliano e sulle Alpi centro-occidentali. Notare come sul basso Piemonte, fra alessandrino e cuneese, e sul piacentino, durante l’afflusso dell’aria fredda da Est, che poi si preparerà a scavalcare l’Appennino Ligure per buttarsi sulle coste del savonese e genovesato come tesi e rafficati venti di tramontana e grecale, la quota neve possa subire oscillazioni verso il basso, tanto da non escludere fioccate fino ai 400 metri.
