
“Per l’Italia investire in biodiversità – continua Cenni – è una condizione necessaria di competitività nel mondo globale, ma anche la possibilità di salvaguardare, difendere e creare sistemi economici locali attorno al valore del cibo. Un sistema che si nutre dei saperi delle nostre comunità e si sviluppa grazie alla ricerca, in una sorta di “open data” della conoscenza sulla biodiversità che passando dal riconoscimento delle nostre peculiarità diventa un vero e proprio investimento in competitività”.
“Questa proposta di legge di cui ho l’onore di essere prima firmataria – spiega Cenni – è nata anche grazie al contributo attivo, generoso e appassionato che dal 2010 – anno in cui il Pd ha presentato il primo testo, in occasione della giornata della biodiversità – è arrivato dai territori, dalle esperienze sperimentali delle regioni, dalle associazioni e dagli agricoltori custodi a cui va il mio più emozionato e sincero ringraziamento. Un ringraziamento speciale al relatore Massimo Florio e a tutti i colleghi della Commissione agricoltura per la sensibilità e l’impegno profusi”.
“Ora occorre che anche il Senato raccolga l’importanza e l’urgenza di affrontare un tema che non è altro rispetto alla contingenza in cui siamo immersi, perché parlare di biodiversità significa occuparsi seriamente di sviluppo, economia, difesa del suolo, di democrazia, di reddito agricolo e di nuove imprese. Non è un caso che la discussione sia caduta all’interno di una sezione come questa in cui ci stiamo occupando di riforme che riguardano le fondamenta dello Stato. Riforme e fondamenta che non possono prescindere dall’investimento in un settore primario, come quello dell’agricoltura e del cibo, che hanno ancora straordinarie potenzialità di sviluppo e di crescita”.