Clima: l’autunno più caldo degli ultimi due secoli, allarme siccità in Sicilia

Negli ultimi due anni nelle province di Catania e Siracusa le precipitazioni atmosferiche si sono dimezzate.

autunno caldoQuello appena trascorso è stato classificato il novembre più caldo degli ultimi due secoli (da quando hanno avuto inizio le rilevazioni). Secondo quanto si legge su “La Repubblica”, per il noto meteorologo Luca Mercalli, “in linea generale questo è uno degli autunni più caldi di sempre e in assoluto ottobre è già stato registrato come il più caldo da 200 anni. Ma non è solo un dato isolato, si tratta di una tendenza che va avanti da parecchi anni e riguarda tutte le stagioni. Da ultimo, lo scorso inverno ha registrato, nella media, temperature più miti che lo hanno fatto catalogare come uno degli inverni meno freddi di sempre. Se fosse un fatto isolato – continua Mercalli – non ci sarebbero conseguenze ma l’aumento di un solo grado nelle temperature medie di tutto l’anno provoca danni incalcolabili. Sulle Alpi lo scioglimento dei ghiacciai, altrove il proliferare di temibili insetti come la zanzara tigre e numerosi parassiti delle piante che causano alle colture malattie fino ad oggi rare.”

Per quel che riguarda la Sicilia, Luigi Pasotti, responsabile del Servizio informativo agrometeorologico siciliano spiega che “il mese che si è appena concluso è stato sicuramente il più caldo di tutti i tempi. Attualmente siamo a circa 4-5 gradi sopra la media del periodo che dovrebbe registrare temperature massime di 17 gradi. Ma in queste ore abbiamo avuto anche 7-8 gradi in più della media dopo un ottobre anch’esso da record. Nella parte occidentale – prosegue Pasotti – veniamo da un ciclo di piogge abbondanti iniziato nel 2011 e durato fino allo scorso marzo e dunque si può parlare di una siccità di breve periodo. Diverso il discorso per la Sicilia orientale dove il ciclo di siccità si protrae dall’aprile del 2012 con le precipitazioni che nelle province di Siracusa e Catania si sono dimezzate negli ultimi due anni“. I violenti nubifragi di inizio novembre “hanno risolto alcuni problemi immediati, ma queste piogge violente e brevi creano solo dissesti mentre i terreni non hanno il tempo di assorbire l’acqua e le falde non si rigenerano .”

Più si va avanti – conclude Mercalli – più è chiaro che non si tratta di eventi eccezionali ma di una tendenza consolidata ad un aumento medio delle temperature e quindi di un riscaldamento dell’atmosfera e dei mari di tutto il pianeta. Le cause sono ormai chiare, il 2 novembre scorso le Nazioni Unite hanno diramato l’ultimo rapporto di sintesi sui cambiamenti climatici che conferma al 95 per cento la responsabilità delle emissioni causate dalla combustione di petrolio, carbone e gas fossile. Di fronte a quella che per noi esperti è ormai una certezza scientifica, però, i governi continuano a rimandare norme severe per le limitazioni dei gas serra e vanno avanti facendo finta di niente.”