
Negoziatori provenienti da oltre 190 Paesi si riuniscono oggi a Lima, in Perù, per l’ultima tappa dei negoziati sul clima guidati dalle Nazioni Unite, prima dell’accordo sul cambiamento climatico globale previsto a Parigi il prossimo anno. Alla vigilia della conferenza in Perù, i gruppi ambientalisti hanno chiesto ai governi di elevare le loro ambizioni. Greenpeace ha proiettato un messaggio che promuove le energie rinnovabili su una collina che si innalza sulle famose rovine di Machu Picchu. Altri attivisti hanno lanciato un digiuno per mostrare la loro solidarietà alle vittime del cambiamento climatico. Il governo peruviano ha fatto sapere che oltre 12mila poliziotti proteggeranno la conferenza, che si terrà in una tendopoli. I colloqui sul clima hanno acquisito slancio negli ultimi due mesi con le promesse da parte di Cina, Usa e Unione europea di limitare le loro emissioni nei prossimi 10-15 anni. “Questo manda un segnale importante al resto del mondo di andare avanti il prima possibile con i loro contributi”, ha detto la negoziatrice dell’Unione europea Elina Bardram ieri a Lima. “Abbiamo 12 mesi e il tempo stringe”, ha aggiunto. India, Giappone, Russia e Australia sono tra i principali emettitori che non hanno ancora presentato impegni per il prossimo accordo. Mettendo le proprie promesse sul tavolo ben prima della conferenza sul clima del prossimo anno di Parigi, i governi sperano di preparare la strada per l’accordo sul clima che non sono riusciti a raggiungere cinque anni fa a Copenhagen. “E’ urgente che creiamo la più grande alleanza nella storia contro il cambiamento climatico”, ha detto il presidente peruviano Ollanta Humala.