Ebola: peggiora ancora il medico di Emergency, sale la tensione

ebola medico italiano6Sta sempre male il medico italiano di Emergency contagiato dal virus Ebola e ricoverato all’istituto Spallanzani di Roma, e la tensione e’ palpabile nella task force che sta cercando di curarlo, al punto che nessuno dei medici rilascia dichiarazioni. A ‘parlare’ e’ solo il bollettino medico, il settimo dal ricovero dell’uomo, e le notizie non sono buone. ”Le condizioni generali del paziente sono lievemente peggiorate – si legge -. Permangono febbre elevata, profonda spossatezza e esantema cutaneo diffuso. Il paziente e’ facilmente contattabile, autosufficiente, risponde a tono alle domande”. Le speranze dei medici per ora sono riposte nella seconda infusione con il sangue di un paziente guarito, praticata ieri con una sacca arrivata dalla Germania e che si e’ aggiunta a quella gia’ praticata con sangue proveniente dalla Spagna. Oltre alla trasfusione, che anche l’Oms considera tra i trattamenti piu’ promettenti anche se non ancora testato su larga scala, la task force ha somministrato anche due farmaci sperimentali al paziente, anche questi ben tollerati. Il medico siciliano, che e’ stato contagiato in Sierra Leone, e’ uno dei 22 pazienti con Ebola trattati fuori dall’Africa, in Europa e negli Usa. Fra questi, che in molti casi sono stati curati con plasma di persone guarite, si contano cinque morti, l’ultimo dei quali e’ Martin Salia, un medico statunitense contagiato in Sierra Leone e rimpatriato il 15 novembre scorso in Nebraska quando pero’ le sue condizioni erano gia’ molto gravi. Sul fronte africano invece i segnali sono positivi, con nuove conferme dei progressi fatti dalla comunita’ internazionale contro la malattia. ”Siamo veramente in una situazione diversa rispetto a due mesi fa, i progressi sono stati impressionanti, soprattutto per il lavoro delle Ong e delle comunita’ locali – ha affermato Bruce Aylward, l’inviato dell’Oms nei paesi colpiti dall’epidemia -. Questo sforzo si e’ tradotto in un rallentamento consistente dell’epidemia. Il fatto pero’ che siamo sulla buona strada non e’ sufficiente, perche’ i risultati raggiunti oggi servono solo a rallentare il virus, non a fermarlo”. Fra i problemi evidenziati dall’agenzia c’e’ la carenza di fondi. ”Finora degli 1,5 miliardi di dollari richiesti ne sono stati raccolti 960 – ha sottolineato l’esperto – questo gap si traduce in scelte da fare nelle azioni da compiere, mentre invece tutte sarebbero necessarie”.