Emergenza clima, fenomeni meteo sempre più estremi: ecco la mappa delle zone a rischio

Sono 112 i fenomeni meteorologici che dal 2010 ad oggi hanno provocato danni materiali rilevanti al territorio italiano. Tra i comuni più colpiti Alessandria, Genova, Milano, Chiavari, Carrara, Milano, Grosseto e Parma. E’ quanto emerge dalla mappa del rischio climatico di Legambiente, che raccoglie e elabora informazioni sugli impatti degli eventi climatici nei confronti di aree urbane, infrastrutture, beni storici. Oltre a presentare una prima fotografia dei centri colpiti, questa mappa, nei propositi di Legambiente, nasce soprattutto come strumento dinamico, da aggiornare periodicamente per provare a comprendere se ai singoli episodi siano collegate cause antropiche in grado di aggravarne gli impatti e arrivare a individuare le aree a maggiore rischio climatico.

dissesto2Secondo il report di Legambiente, sono 80 i comuni dove si sono registrati impatti rilevanti, suddivisi nella legenda della mappa secondo alcune categorie principali (allagamenti, frane, esondazioni, danni alle infrastrutture, al patrimonio storico, provocati da trombe d’aria o da temperature estreme). Nello specifico, dal 2010 a oggi si sono verificati 30 casi di allagamenti da piogge intense, 32 casi di danni alle infrastrutture da piogge intense con 29 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 8 casi di danni al patrimonio storico, comprese le conseguenze delle piogge torrenziali che hanno colpito la città di Genova il 9 e 10 ottobre 2014. Ventidue i casi di eventi causati da trombe d’aria e 20 gli eventi causati da esondazioni fluviali. A preoccupare di più è, però, il tributo che si continua a pagare in termini vite umane e di feriti, con 138 persone vittime del maltempo dal 2010 ad oggi.

Tra il 2010 e il 2014, sono 38 i giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo, avvenuti da Nord a Sud del Paese e con una sequenza costante (7 nel 2014, 7 nel 2013, 10 nel 2012, 6 nel 2011 e 8 nel 2010). Da Lecce a Biella, da Catania a Grosseto, da Padova a Lesina, a Cortina e il Cadore (dopo una fitta nevicata), alla Sardegna, solo per citare l’articolazione dei territori interessati. Si va da interi Comuni a quartieri, da conseguenze di piogge e crolli di alberi fino a scariche elettriche e trombe d’aria. Il 4 febbraio 2012 sono state 4 le Regioni con 120.480 utenze senza elettricità: 95.000 nel Lazio, 7.480 in Abruzzo,5.800 in Molise e 12.200 in Campania. Da ricordare a Milano il blackout avvenuto il 7 Luglio 2009, a seguito di un violento nubifragio che si era abbattuto alle prime ore del giorno lasciando senza energia elettrica la parte sud-est della città, provocando allagamenti in diverse parti dell’area urbana e in alcune stazioni della metropolitana, la chiusura di una uscita della tangenziale e l’interruzione di una linea della metro. Complessivamente, stando ai dati di Legambiente, l’81,2% dei comuni è a rischio di dissesto idrogeologico e sono quasi 6 milioni le persone che abitano in aree a forte rischio dissesto. Non meno importante è il dato sulla spesa: 61,5 miliardi di euro spesi tra il 1944 ed il 2012 solo per i danni provocati dagli eventi metereologici estremi.