Dal 1981 l’AIDS ha ucciso circa 30 milioni di persone, diventando una delle epidemie piu’ distruttive che la storia ricordi e le stime danno attualmente un numero di circa 37 milioni di persone che vivono con l’Hiv. In occasione della Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS, la Croce Rossa Italiana ha promosso in tutta Italia numerose iniziative per ribadire il proprio impegno nel contrastare la diffusione del virus Hiv. L’evento principale si e’ svolto a Roma, con il convegno “La formula per fermare l’AIDS”, tenutosi presso il Ministero della Salute, rivolto a coloro che a vario titolo operano nel mondo della Salute e della prevenzione, e incentrato sui temi dello stigma sociale, le discriminazioni, la difficolta’ nell’accesso alle cure”. L’incontro ha rappresentato l’occasione per la Croce Rossa Italiana di ribadire il proprio impegno nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e nel contribuire al raggiungimento dell’obiettivo tracciato dall’UNAIDS: entro il 2020 diagnosticare il 90% delle infezioni, farle entrare in terapia e abbattere la carica virale del virus Hiv nel 90% delle persone che assumono un trattamento antiretrovirale. Tutto cio’ porterebbe alla possibile fine della pandemia dell’AIDS entro il 2030. Negli ultimi anni nel nostro Paese si e’ registrato un aumento dei contagi per via sessuale e una preoccupante tendenza a una diagnosi tardiva delle infezioni, soprattutto nelle giovani generazioni. “I tossicodipendenti – ha detto Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini – hanno pagato piu’ di tutti lo scotto dell’HIV”.
Oltre ai giovani, si registrano purtroppo anche centinaia di nuovi casi tra i minori. “In Italia – ha detto Rosa Chiodi, Pediatra Infettivologa dell’Azienda Ospedaliera “San Camillo Forlanini” – sono stati registrati alla fine del 2012 ben 64.898 casi di AIDS, di cui 723 casi (1,2%) pediatrici, ossia inferiori ai 13 anni. I casi, dal ’92 al ’98, sono passati dal 37% al 50%. Bisogna investire di piu’ nella prevenzione, non solo nella terapia”. Per far fronte a questa nuova emergenza – e’ stato rilevato nel corso dei lavori – e’ necessario che al lavoro delle Associazioni si affianchi un deciso e chiaro intervento delle Istituzioni che devono assumersi la responsabilita’ verso i propri cittadini con campagne di informazione e di sensibilizzazione.
