
Al suo interno contiene delle microstrutture in carbonato che inizialmente erano state erroneamente interpretate come prove dell’esistenza di forme di vita microbiche su Marte. Le ultime analisi confermano ancora una volta che in realta’ questo carbonato non e’ prodotto da organismi viventi: la sua composizione chimica, pero’, fornisce altre preziose informazioni. ”I minerali contenuti nel meteorite ci forniscono un’istantanea dell’antica chimica del pianeta e delle interazioni tra l’acqua e l’atmosfera”, spiega la coordinatrice dello studio Robina Shaheen. In particolare, i dati sembrerebbero smentire l’antica presenza di grandi oceani sulla superficie di Marte: i ricercatori ritengono piu’ probabile la presenza di mari piu’ piccoli. ”Ora – commenta il chimico Mark Thiemens, co-autore dello studio – abbiamo una conoscenza piu’ approfondita e specifica del piu’ antico sistema ossigeno-acqua del Sistema solare. La domanda che rimane aperta e’ quando l’acqua e’ comparsa sui pianeti come la Terra e Marte e, nel caso di Marte, dove e’ finita. Abbiamo fatto progressi, ma rimangono ancora tanti misteri”.