L’entrata dell’aria fredda polare marittima verrà preannunciata dal rapido passaggio di un fronte freddo che attraverserà le regioni settentrionali, producendo un effetto sottovento con conseguente attivazione di secchi venti di “Foehn” sulle vallate alpine di Piemonte e Lombardia e sottostanti pianure. Nel corso della giornata di domani, però, soprattutto a partire dal pomeriggio, l’avvicinamento alle Alpi del minimo depressionario a mesoscala scivolato sul mar del Nord, causerà un significativo aumento della nuvolosità, ad iniziare dalle Alpi occidentali e dalle regioni di nord-ovest, dove le nubi si faranno sempre più spesse e compatte entro la serata, rischiando di dare origine anche a precipitazioni sparse che in prima battuta dovrebbero coinvolgere l’alto Piemonte e la Lombardia. Precipitazioni che in concomitanza con un drastico calo delle temperature e dello “zero termico”, associato allo sfondamento in quota del primo nucleo di aria fredda polare marittima continentalizzata addossato a nord delle Alpi, dovrebbero assumere carattere nevoso, o di pioggia mista a neve, fino ai fondovalle dell’alto Piemonte, dell’alta Lombardia, fra varesotto e bergamasca, e di neve pura sul Trentino Alto Adige, con fiocchi sia a Trento che a Bolzano. Ma qualche fiocco umido, nella serata di domani, potrebbe vedersi anche sull’alto Veneto e sulle aree centrali del Piemonte e della pianura emiliana. Sulle rimanenti aree del nord-est invece le precipitazioni che dovrebbero sopraggiungere in serata dovrebbero essere prevalentemente liquide, malgrado l’inserimento nei bassi strati di una fredda ventilazione da E-NE e da NE lungo le aree costiere di Veneto, Romagna e costa pesarese.
Ma nella notte fra sabato e domenica nevicate, fra il debole e il moderato, ben più decise dovrebbero imbiancare le Alpi, e fino a bassa quota, dai 300-400 metri, i rilievi del Carso, dove molte località riceveranno la prima imbiancata del 2014. Nevicate dai 400-500 metri sono attese anche in Liguria e sui rilievi della Toscana e delle Marche. Nel corso della giornata di domenica, l’irrompere di un ulteriore nucleo di aria molto fredda, dai valichi delle Alpi Dinariche (Slovenia, Croazia e Bosnia Erzegovina), contribuirà a destabilizzare ulteriormente la colonna d’aria. L’azione di “forcing” orografico prodotta dalla dorsale appenninica all’avvento dei freddi venti di bora e grecale, in tracimazione dai valichi delle Alpi Dinariche, contribuirà ad imprimere una intensa vorticità positiva alle masse d’aria fredde polari marittime continentalizzate, agevolando lo sviluppo di una giovane ciclogenesi per effetto sottovento a ridosso del Tirreno centrale. Questa nuova depressione a mesoscala, altro non è che l’aria fredda di origini polari che s’invorticherà su se stessa per l’attrito esercitato dai rilievi appenninici settentrionali nei confronti della sostenuta ventilazione nord-orientale che si attiverà nei medi e bassi strati.
Questa nuova depressione, pur rischiando di subire uno “split” di natura orografica, presentando cosi due minimi barici relativi al suolo, fra medio-basso Tirreno e Adriatico centrale, nel corso della giornata domenicale apporterà condizioni di maltempo sulle regioni meridionali e sulle regioni adriatiche, con nevicate fino a quote collinari fra Marche e Abruzzo, molto abbondanti soprattutto su quest’ultimo, dove si potrebbe attivare anche il cosiddetto “Adriatic effect snow”. Il fenomeno è molto frequente sul mar Adriatico, dove l’aria molto fredda e secca che esce dalla regione carpatico-danubiana e dai Balcani passando sopra il mare tende ad umidificarsi, contrastando con l’aria molto più mite e umida preesistente sopra la superficie del mare. Da tali contrasti si vengono a creare dei moti ascensionali, localmente anche molto intensi, che danno luogo ad estese bande nuvolose che vengono spinte dal vento prevalente verso le esposte coste adriatiche, dando la stura alle precipitazioni che assumeranno prevalente carattere nevoso sino alle coste se le masse d’aria in sfondamento dai Balcani sono particolarmente gelide alle basse quote. Spesso questa nuvolosità, proveniente dal mare, viene poi bloccata dai primi contrafforti montuosi presenti sull’entroterra di Marche, Abruzzo, Molise e sul nord della Puglia, favorendo una persistenza delle precipitazioni nelle suddette aree. Sulle rimanti regioni, a parte un po’ di variabilità, le condizioni meteorologiche miglioreranno rapidamente grazie alla spinta da ovest operata dal promontorio anticiclonico azzorriano, che favorirà un rialzo del campo del geopotenziale in quota.
SABATO 27 DICEMBRE 2014
Al mattino, dopo iniziali schiarite e spazi soleggiati su tutte le regioni settentrionali, si assisterà ad un generale aumento della nuvolosità, ad iniziare dalle Alpi occidentali e dalle regioni di nord-ovest, dove le nubi si faranno sempre più spesse e compatte entro la serata, rischiando di dare origine anche a precipitazioni sparse che in prima battuta, dal pomeriggio, dovrebbero coinvolgere l’alto Piemonte e la Lombardia. La nuvolosità aumenterà pure sulla Liguria, Toscana settentrionale, e in tarda mattinata anche fra Veneto, Emilia e Friuli. Tempo inizialmente buono o discreto sulle regioni centrali, ma con tendenza a successivo rapido peggioramento fra Toscana, Lazio, Umbria, e in seguito pure fra Marche e Abruzzo, con ulteriore aumento della nuvolosità che potrebbe dare la stura a precipitazioni, nevose sull’Appennino centrale dai 700-800 metri, e su quello meridionale fra i 900 e i 1000 metri. In mattinata residui rovesci fra messinese e reggino in progressivo esaurimento, con brevi nevicate sopra i 900-1000 metri fra Nebrodi e Aspromonte.
Nel pomeriggio un ulteriore incremento della nuvolosità sulle regioni settentrionali porterà precipitazioni sparse che in prima battuta, dal pomeriggio, dovrebbero coinvolgere l’alto Piemonte e la Lombardia. La nuvolosità aumenterà pure sulla Liguria, Toscana settentrionale, e in tarda mattinata anche fra Veneto, Emilia e Friuli. Queste precipitazioni, in base alla sensibile diminuzione di altezza dello “zero termico”, dovrebbero assumere carattere nevoso, o di pioggia mista a neve, fino ai fondovalle dell’alto Piemonte, dell’alta Lombardia, fra varesotto e bergamasca, e di neve pura sul Trentino Alto Adige, con fiocchi sia a Trento che a Bolzano. Ma qualche fiocco umido, nella serata di domani, potrebbe vedersi anche sull’alto Veneto e sulle aree centrali del Piemonte e della pianura emiliana. Sulle rimanenti aree del nord-est invece le precipitazioni che dovrebbero sopraggiungere in serata dovrebbero essere prevalentemente liquide, malgrado l’inserimento nei bassi strati di una fredda ventilazione da E-NE e da NE lungo le aree costiere di Veneto, Romagna e costa pesarese. Ma nella notte fra sabato e domenica nevicate, fra il debole e il moderato, ben più decise dovrebbero imbiancare le Alpi, e fino a bassa quota, dai 300-400 metri, i rilievi del Carso. Dal pomeriggio rovesci e temporali interesseranno la Toscana e il Lazio, con quota neve attesa in drastico calo sulle aree interne dell’entroterra. Sulle rimanenti regioni il tempo andrà a migliorare, con l’avvento di ampie schiarite che si faranno strada, scacciando via la nuvolosità residua, ancora insistente sulle regioni meridionali.
Al mattino progressivo miglioramento al nord, con residue piogge sulle pianure della Romagna, e brevi fioccate umide fra Emilia, Veneto orientale, Friuli settentrionale, e fino a quote collinari sui rilievi del Carso, Appennino Tosco/Emiliano, rilievi marchigiani e entroterra abruzzese. Schiarite con spazi soleggiati si apriranno sulle regioni di nord-ovest e sulla Liguria, dove peraltro nei bassi strati affluiranno freddi venti di caduta da N-NO e da Nord che per effetto “catabatico” puliranno l’aria, scacciando via le nubi. Il grosso del maltempo invece continuerà ad imperversare sulle regioni adriatiche, fra Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, e sulle regioni meridionali, con piogge, rovesci e persino temporali, che potranno apportare grandinate e rovesci di neve tonda. Nevicate, anche abbondanti, acuite dal “forcing” orografico, colpiranno le Marche e l’Abruzzo fino a quote collinari, con accumuli abbondanti attesi soprattutto fra anconetano, maceratese, aquilano, entroterra pescarese, teramano e chietino.
Nel pomeriggio è atteso un ulteriore miglioramento sulle regioni settentrionali e sulle centrali tirreniche, mentre il maltempo invernale persisterà sulle regioni adriatiche, fra Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, e sulle regioni meridionali, con nevicate anche consistenti, lungo tutto il versante orientale dell’Appennino, fino a quote collinari fra Marche e Abruzzo, dove gli accumuli nivometrici potrebbero essere davvero abbondanti grazie allo “stau” appenninico. Piogge e rovesci bagneranno Campania, Calabria, la Sicilia e la Puglia, con probabili fenomeni temporaleschi.
Attese in brusca diminuzione su tutte le regioni, a partire dalla giornata di domani. Il calo termico si farà piuttosto intenso sulle regioni di nord-est e lungo i versanti adriatici, dove si perderanno fino a -8°C -9°C rispetto ai valori riscontrati in questi giorni.
VENTI
Domani tenderanno a disporsi da SO e O-SO andando gradualmente a rinforzarsi dalla sera, quando intensi venti da O-SO spazzeranno il mar di Corsica, il basso mar Ligure, e il Tirreno, che potranno superare la soglia d’attenzione sulle Bocche di Bonifacio, basso mar Ligure e medio-alto Tirreno, dove si potranno registrare raffiche ad oltre i 60-70 km/h. Nella notte, fra sabato 27 e domenica 28, intensi venti di libeccio, da SO e O-SO, interesseranno anche il Tirreno centro-meridionale, spirando a tratti intensi sulle coste di Lazio e Campania, dove si potranno registrare raffiche fino a oltre 65 km/h. Intensi venti da SO investiranno anche lo Ionio, e in particolare la Puglia meridionale. Domenica mattina, invece, sostenuti venti settentrionali affluiranno su tutte le regioni, con forti raffiche di bora sul Golfo di Trieste, Istria, e coste dalmate. Sostenute raffiche di tramontana e grecale si verseranno sul mar Ligure e sul Tirreno, con raffiche di caduta anche intense fra Toscana e alto Lazio. Nel pomeriggio intensi venti da O-NO soffieranno fra basso Tirreno, Canale di Sicilia e Ionio, mantenendosi al limite della soglia d’attenzione.
MARI
Da domani moto ondoso in veloce aumento fra il mar di Corsica, il mar di Sardegna, il mar Ligure, e il Tirreno, che da mossi diverranno molto mossi, fino a localmente agitati il mar di Corsica, il mar di Sardegna, il mar Ligure, e dalla nottata successiva pure il medio Tirreno, con lo sviluppo di onde di “mare vivo” alte fino a più di 3.0 metri. Queste ondate, piuttosto alte, si dirigeranno verso i litorali della bassa Toscana, del Lazio e della Campania, attivando su questi mareggiate di debole intensità che potranno arrecare anche dei danni nei tratti soggetti al fenomeno dell’erosione. Ma un rapido aumento del moto ondoso è atteso pure fra Canale di Sicilia, Ionio e Adriatico orientale, che da mossi diventeranno molto mossi, fino ad agitato a largo il basso Adriatico, nel tratto antistante le coste albanesi e montenegrine.

