
Tanto che a Trieste, come in tutte le altre città e località della costa adriatica, la colonnina di mercurio piomba sottozero in un batter d’occhio, non appena entrano le prime impetuose folate di bora dall’altopiano carsico e dalle Alpi Dinariche, fino a 90-100 km/h. Intanto, nel corso delle prossime ore, il nocciolo di aria molto gelida, attualmente posizionato tra le Repubbliche Baltiche, l’est della Polonia e la Bielorussia occidentale, con valori fino a -14°C -15°C alla superficie isobarica di 850 hpa (circa 1300 metri), affonderà verso i Carpazi, apportando un forte calo delle temperature, oltre a nevicate, anche molto abbondanti, che copriranno di neve tutta la Romania, il sud della Polonia e l’Ucraina e la Moldavia. Nel corso delle prossime ore, questo nocciolo gelido di aria artica marittima continentalizzata dai Carpazi si muoverà in moto “retrogrado” verso l’ovest della Romania e l’Ungheria, per poi di qui raggiungere la Serbia e la Bosnia Erzegovina, entro le 18 UTC di domani, ammassando un vasto nucleo di aria molto fredda continentalizzata, fra le pianure Danubiane e le Alpi Dinariche, con isoterme davvero ragguardevoli per queste latitudini, visto che la -15°C raggiungerà la Serbia e la Bosnia Erzegovina, provocando un brusco abbassamento delle temperature, largamente sotto lo “zero termico” fino a quote pianeggianti per l’intero arco del giorno.
Una parte di questo nucleo gelido “retrogrado” nel corso della serata e della successiva nottata di domami riuscirà a varcare le Dinariche, grazie all’ulteriore espansione verso E-NE del cuneo anticiclonico azzorriano, che subendo un pesante “Stretching” ad opera di un rigenerarsi del flusso zonale, in uscita dal Canada orientale (Terranova), si spancerà in direzione della Germania e della Polonia, innescando lungo il suo bordo più meridionale un temporaneo flusso “retrogrado”, con asse disposto fra i Carpazi e l’Italia centro-meridionale. Come un effetto domino il flusso “retrogrado” in attivazione lungo il bordo più meridionale dell’anticiclone delle Azzorre, spanciato verso l’Europa centrale e le Alpi, avrà il merito di aspirare parte di quel nocciolo di aria gelida giunta sulla Serbia, l’Ungheria e la Bosnia Erzegovina verso le Alpi Dinariche, facendolo successivamente tracimare lungo gli “intagli” naturali di queste verso l’Adriatico e le coste di Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, con intensi venti freddi da N-NE e NE che agiteranno l’Adriatico, attivando delle mareggiate di debole intensità dalle Marche alla Puglia garganica. Inoltre, tale moto “retrogrado”, ben collaudato nei bassi strati, manderà in “Stretching” la circolazione depressionaria che nel frattempo si sposterà verso la Grecia e il mar Egeo, favorendo un allungamento di questa figura depressionaria fino alla Ionio, con un ulteriore intensificazione del flusso freddo nord-orientale su tutte le regioni centro-meridionali, dalle Marche alla Sardegna e la Sicilia.
A partire dal tardo pomeriggio, sera, di domani parte di quel nocciolo di aria gelida giunta sulla Serbia, l’Ungheria e la Bosnia Erzegovina, in seno al sopra citato flusso “retrogrado”, si riverserà sopra la più mite superficie del mar Adriatico, le cui temperature superficiali rimangono piuttosto tiepide in Dicembre. I forti contrasti termici che si determinano sopra la più calda superficie marina rafforzando il “gradiente termico verticale” (notevoli differenze termiche fra media e bassa troposfera), favorendo l’innesco di una forte attività convettiva (violenti moti ascendenti della colonna d’aria) che agevolerà la formazione di annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi) in grado di apportare precipitazioni diffuse, che date le termiche in quota, con una -40°C a 500 hpa a ridosso delle centrali adriatiche, assumeranno carattere di rovescio o temporale se i contrasti termici sono molto forti.
Va detto che in questo caso i moti convettivi verranno esaltati dalla ventilazione nord-orientale, piuttosto accentuata, che raggiunte le coste adriatiche sarà costretta a risalire i pendii dei rilievi dell’Appennino Marchigiano, Abruzzese, molisano e del Gargano. Raggiunta una certa altezza la massa d’aria si saturerà, condensandosi in imponenti annuvolamenti orografici che apporteranno delle nevicate, di debole e moderata intensità, fra Marche, Abruzzo, Molise e persino sulle aree più interne del foggiano e barese. Le nevicate più intense dovrebbero coinvolgere l’aquilano, il chietino, il teramano e tutto l’entroterra molisano e il Gargano, dove i fenomeni risultando anche persistenti potranno garantire accumuli significativi. Nel corso della nottata, e dalla mattinata di martedì 31 Dicembre, giorno di San Silvestro, la ritornante del fronte occluso della depressione in spostamento verso la Grecia e il mar Egeo dovrebbe produrre nuove precipitazioni, con enfasi orografica, che dopo aver coinvolto la Puglia, dove rovesci di acqua/neve si potranno spingere fino alle coste del barese e del tarantino, per poi investire l’est della Basilicata e il cosentino ionico e il crotonese.
