
In particolare il tratto costiero piuttosto esposto, fra Cumikano e Tuguro, dove domani si registreranno forti venti di tempesta, prevalentemente da NE e N-NE, con raffiche capaci di oltrepassare i 100 km/h. Già dalle prossime 12-24 ore il profondo ciclone extratropicale, attualmente posizionato nel settore più meridionale regione di Khabarovsk, verrà alimentato, lungo il suo bordo più occidentale, dallo scivolamento di un vasto blocco di aria gelida, di tipo artico continentale, che dalla Repubblica di Jacuzia si fionderà verso la regione montuosa di Primorsky, l’area della città di Vladivostok, la Corea del Nord e l’est della Manciuria, con l’avvento di un nucleo molto gelido alla quota di 850 hpa (circa 1200 metri) contraddistinto da isoterme prossime ai -20°C. L’affondo di questo enorme blocco di aria gelida, supportato nella media troposfera da un nocciolo di aria gelida, associata al “lobo siberiano”, che scivolerà sotto i -40°C a 5100 metri, favorirà un notevole approfondimento della depressione, la quale già entro il pomeriggio di domani, spostandosi verso lo Stretto dei Tartari, presenterà un profondo minimo barico al suolo, che scivolerà sui 970 hpa, nel tratto di mare appena ad est di Sahalin. Lo scivolamento di questa forte ondata di gelo fino alla penisola di Corea è stato determinato dalla comparsa dell’anticiclone termico siberiano, che ha posizionato il proprio baricentro, con massimi al suolo sopra i 1045 hpa (“freddo pellicolare”), nel cuore della Repubblica di Jacuzia, con il proprio bordo orientale disteso verso le coste dell’estremo est della Russia, affacciate al mar di Ohotsk e la penisola di Kamcatka.
Con questo posizionamento le masse d’aria gelide, che stazionano sopra l’immenso altopiano (ora ghiacciato) della Siberia orientale, dalla Repubblica di Jacuzia (il polo del gelo siberiano per eccellenza) tendono a muoversi verso sud-est, scorrendo lungo il bordo orientale del poderoso anticiclone termico. L’aria molto gelida cosi si mette in marcia verso la Manciuria (estremo nord della Cina) e le coste dell’estremo oriente russo, sotto forma di intensi e turbolenti venti da O-NO e NO che scavalcano molto rapidamente i rilievi del Sihote-Alin (a nord della città russa di Vladivostok) per gettarsi sopra le più miti acque del mar del Giappone, e alimentare le profonde ciclogenesi e gli annessi sistemi frontali che si formano in loco, a seguito dei forti contrasti termici che si realizzano con l’aria molto più mite e umida che sale dalle latitudini sub-tropicali del Pacifico occidentale. Attualmente, il sistema frontale nei bassi strati associato alla profonda depressione a carattere freddo, sta causando nevicate diffuse sull’estremo oriente russo, fra le regioni di Khabarovsk e di Primorsky, con temperature crollate dai -10°C fino ai -20°C, mentre sulle aree montuose si scende già sotto i -25°C -30°C. Attualmente il muro dei -20°C è stato sfondato anche a Blagovescensk, dove il termometro continua a diminuire sotto il soffio di gelidi venti da Nord che toccano i 64 km/h. Ma il clou di questa severa ondata di maltempo si realizzerà proprio nelle prossime ore, con il graduale approfondimento del ciclone extratropicale, che dalle coste dell’estremo oriente si sposterà in direzione dello Stretto dei Tartari, posizionando un profondo minimo barico sotto i 970 hpa.
Questo ulteriore approfondimento della circolazione depressionaria determinerà un significativo inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, con un formidabile infittimento di isobare proprio fra il settore meridionale del mare di Ohotsk e le coste dell’estremo oriente russo. I massimi del “gradiente barico” si posizioneranno proprio tra le regioni di Khabarovsk e di Primorsky, lungo il bordo occidentale della profonda depressione. Difatti, il profondo ciclone extratropicale, con un minimo di 970 hpa posizionato a ridosso dello Stretto dei Tartari, si contrapporrà più ad ovest al robusto anticiclone freddo, di origini termiche, posizionato con massimi di oltre 1045 hpa sulla Repubblica di Jacuzia. Le strette isobare cicloniche della profonda depressione interagiranno con le isobare ellittiche collegate all’anticiclone termico, attivo nei bassi strati, sulla Jacuzia. Vista la vicina contrapposizione fra le opposte figure bariche si verrà a realizzare una situazione sinottica adatta per la formazione di un profondissimo “gradiente barico orizzontale”, fra mare di Ohotsk e settore meridionale dell’estremo oriente russo, che produrrà una notevole accelerazione dei già intensi e gelidi venti da NE, N-NE e Nord, che spazzeranno il settore meridionale del mare di Ohotsk e le regioni di Khabarovsk e di Primorsky, dove si registreranno raffiche oltre i 90-100 km/h. Venti veramente violenti, da Nord e N-NE, sferzeranno anche i monti di Bureja, con raffiche che supereranno la soglia di uragano, pronte a rendere l’atmosfera ancora più glaciale. Visto la disposizione dei massimi di “gradiente barico” i venti più forti da NE e N-NE, che assumeranno carattere di tempesta, soffieranno sul settore sud-occidentale del mare di Ohotsk, colpendo soprattutto l’isola di Santar e il tratto costiero, fra Cumikano e Tuguro, dove nel corso della giornata di domani si potranno registrare raffiche fino ad oltre i 120-130 km/h, ma con picchi localmente superiori in mare aperto davanti l’isola di Santar.
