Allerta mari e venti: forti burrasche di libeccio e ponente stanno per sferzare i mari italiani, previste intense mareggiate sulle coste tirreniche

24L’elemento saliente della giornata di domani, sotto il profilo meteorologico, sarà proprio il vento che dovrebbe spirare in modo molto intenso su buona parte del territorio nazionale, superando la soglia d’attenzione, soprattutto sulle regioni tirreniche. Difatti già dalle prossime ore l’affondo di una nuova saccatura, riempita con aria molto fredda di tipo polare marittima, provocherà un marcato tracollo dei valori di geopoteziale in quota e barometrici al suolo. L’approfondimento della depressione, a carattere freddo, legata al “lobo scandinavo” del vortice polare, posizionata sul basso mar di Norvegia, fra le isole Shetland e la costa meridionale norvegese, con un minimo barico al suolo stimato sui 965 hpa, contribuirà ad accelerare la discesa del ramo più meridionale della saccatura artica fino al cuore del Mediterraneo e sull’Italia.

L’affondo di questa saccatura, nel corso della mattinata di domani, determinerà anche una marcata erosione delle propaggini più orientali del promontorio anticiclonico delle Azzorre, il quale verrà costretto a ritirarsi in direzione della Spagna e dell’Atlantico. Ciò determinerà, a partire dalla serata di domani, un consistente inspessimento del “gradiente barico orizzontale” su tutto il Mediterraneo centrale, con una differenza di ben 20 hpa fra la Lombardia e le coste tunisine settentrionali. Questo fitto addensamento di isobare sopra i mari italiani determinerà una conseguente intensificazione della ventilazione da SO e O-SO, che si attiverà lungo il margine più meridionale della saccatura, in ingresso sul Mediterraneo. Al contempo il robusto promontorio anticiclonico oceanico, rafforzandosi ulteriormente sul vicino Atlantico orientale, si contrapporrà con le isobare piuttosto strette, facenti capo alla depressione a carattere freddo, in azione fra il basso mar di Norvegia e il mar del Nord, poco ad est delle coste orientali scozzesi.

Questa depressione fredda, scivolando velocemente di latitudine fino in prossimità delle coste olandesi, interagirà con la barriera alpina. A contatto con le Alpi la profonda depressione di origine artica subirà un vero e proprio “split” orografico, con il contemporaneo isolamento di un nuovo minimo depressionario derivato sottovento, sul Golfo di Genova, molto profondo. L’interazione fra le opposte figure bariche dinamiche produrrà una significativa compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il Tirreno e l’Italia settentrionale che determinerà un intenso squilibrio barometrico fra la costa nord-africana e l’Italia settentrionale.

Questo fitto “gradiente barico orizzontale” che si verrà a costruire, acuito ulteriormente dalla spinta di masse d’aria sempre più fredde, di origini polari marittime, in sfondamento dal Rodano, che a loro volta causeranno un aumento della pressione barometrica fra la Spagna e il mare delle Baleari, agevolerà l’innesco di una impetuosa ventilazione da O-SO e SO, che dal mar di Alboran e dal Canale di Sardegna si propagherà a tutto il Tirreno, fino alle coste di Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, tramite un intenso libeccio che risalirà il bacino tirrenico, sollevando un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 3.0-4.0 metri di altezza. I venti più forti, a partire dalla prossima notte, dovrebbero sferzare dapprima la Corsica, con raffiche da O-SO molto forti capaci di toccare i 90-100 km/h a Capo Corso, per propagarsi al basso mar Ligure, all’isola di Gorgona e alle coste della Toscana, fra carrarese e livornese, dove in nottata subentreranno forti burrasche da SO e O-SO.

Credit Lamma

In particolare tra livornese, pistoiese, massese, pisano e senese il libeccio, molto forte e a raffiche, oltrepasserà la soglia d’attenzione, con picchi di oltre 70-80 km/h nei punti più esposti della fascia costiera. Ma raffiche molto forti, in grado di lambire picchi estremi fino a 90-100 km/h nella fase clou, si potranno misurare alla Gorgona. La libecciata andrà avanti fino alla tarda mattinata di domani, pur iniziando a perdere parte della sua intensità solo a partire cominciando proprio dalla Toscana, con i venti pronti a ruotare da Ovest e O-NO, divenendo via via meno intensi. Grazie alla traslazione dei massimi di “gradiente barico” in prossimità del medio Tirreno le intense burrasche da O-SO cominceranno a spingersi sul Lazio, le coste della Campania e la Calabria tirrenica, specie il cosentino, dove si potranno misurare picchi di oltre i 60-70 km/h. Parte di questi intensi venti di libeccio, dopo aver sferzato le coste di Toscana, Lazio e Campania si propagheranno verso l’entroterra scavalcando molto velocemente le creste dell’Appennino e scivolando sotto furiose raffiche di “garbino” lungo le coste adriatiche (versante sottovento), tra Molise, Basilicata orientale e Puglia, con picchi capaci di superare la soglia degli 80-90 km/h lungo l’uscita delle principali vallate appenniniche.

I forti venti di libeccio previsti anche sul basso Adriatico dal modello Lamma

Qui l’effetto del vento di caduta dai crinali dell’Appennino Molisano e Lucano farà acquistare ulteriore velocità alla massa d’aria che raggiungerà le sottostanti vallate e le coste del basso Adriatico e dell’alto Ionio tramite impetuose e turbolenti folate che potranno risultare, a tratti, anche molto forti, lì dove l’orografia determina locali effetti di “amplificazione”. Il “garbino” sulle coste del basso Adriatico soffierà in modo molto forte fino al pomeriggio di domani, con forti raffiche di caduta che batteranno in modo particolare la Puglia centro-meridionale. Specialmente il Salento dove i venti da SO, in risalita dall’alto Ionio, potranno agevolmente toccare i 70-80 km/h fra leccese e tarantino. Nonostante una lenta attenuazione del “gradiente barico orizzontale”, attesa nella serata di domani, i venti da O-SO continueranno a spirare intensamente, soprattutto sul medio-basso Tirreno, Canale di Sicilia, Ionio, Canale d’Otranto e parte del basso Adriatico, anche durante le giornate di sabato 31 Gennaio e domenica 1 Febbraio 2015, con nuove burrasche pronte ad interessare la Sardegna, la Sicilia, la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Puglia.

La presenza di un “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) molto ampio, che dal tratto di mare antistante la costa algerina si estende fino al Canale di Sardegna, mare di Sardegna e al Tirreno centro-meridionale, favorirà lo sviluppo di un moto ondoso molto consistente su tutti i bacini più meridionali e sui mari che circondano la Sardegna meridionale e la Sicilia. In particolare il Canale di Sardegna ed il Tirreno centro-meridionale, direttamente esposti alle burrasche da O-SO e Ovest. Sul Tirreno centro-meridionale i forti venti da O-SO e Ovest genereranno entro la serata di venerdì imponenti onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 4.0-5.0 metri di altezza nel tratto di mare antistante le coste della Campania e del Lazio. Queste ondate, piuttosto alte, si dirigeranno verso i litorali della bassa Toscana, del Lazio e della Campania, attivando su questi mareggiate di debole e moderata intensità che potranno arrecare anche dei danni nei tratti soggetti al fenomeno dell’erosione.

Ma un rapido aumento del moto ondoso è atteso pure fra Canale di Sicilia, Ionio e Adriatico orientale, che da mossi diventeranno molto mossi, fino ad agitato a largo lo Ionio settentrionale e il basso Adriatico, con possibili mareggiate di debole intensità sulle coste del Salento aperte a sud-ovest, che persisteranno fino alle giornate di sabato e domenica.