Dopo l’impetuosa libecciata che ieri ha sferzato buona parte delle regioni italiane, con raffiche ben oltre gli 80 km/h sulle coste di Lazio, Campania e Sicilia, e oltre 70 km/h nel Salento, nei prossimi giorni nuove intense burrasche, stavolta di ponente e maestrale, si prepareranno a sferzare i mari del centro-sud Italia. In modo particolare le coste di Sardegna e Sicilia, che dalla serata di domani dovranno fare i conti con il passaggio di autentiche bufere di vento, da Ovest e O-NO, che traboccheranno a gran velocità sia dalla valle del Rodano che dalla porta di Carcassonne. Questo flusso di aria fredda, d’estrazione polare marittima, che dalla serata di domani farà il proprio ingresso sul bacino centrale del Mediterraneo e la Sardegna, attualmente lo troviamo posizionato fra il mar di Norvegia e il tratto di oceano Atlantico a nord delle isole Far Oer.
Canalizzandosi lungo il bordo più occidentale della vasta e profonda depressione extratropicale, a carattere freddo, posizionata con un minimo barico al suolo di ben 970 hpa fra le coste polacche e il mar Baltico, questo impulso di aria fredda si muoverà velocemente verso le Isole Britanniche nel corso della prossima notte, tramite l’ingresso di forti e burrascosi venti da Nord che investiranno la Scozia, il Galles e l’Inghilterra, con raffiche capaci di toccare punte di oltre 80-90 km/h fra le coste settentrionali scozzesi e il mar d’Irlanda, ma con picchi di oltre 130-140 km/h in quota sulle Highlands scozzesi. Dopo aver attraversato l’intero territorio britannico, nel corso della prima mattinata di domani, il blocco di aria molto fredda attraverserà la Manica e l’Atlantico francese per muoversi in direzione della Francia e della Spagna settentrionale, dove entro domani si verificheranno delle nevicate fino a quote collinari sulla Cordigliera Cantabrica e sulle province Basche.
Queste blocco di aria molto fredda, di lontane origini polari, nella giornata di domani, muovendosi lungo una direttrice Nord-Sud, una volta raggiunte le coste atlantiche francesi, il Golfo di Biscaglia e la Spagna settentrionale, tenderà in parte ad incanalarsi all’interno della porta di Carcassonne, e in seguito pure dalla valle del Rodano, che rappresenta l’unico valico penetrabile alle masse d’aria fredde che scivolano da Nord o NO, tra il Massiccio Centrale Francese e le Alpi occidentali. Durante l’imboccatura della valle del Rodano il flusso eolico, per l’effetto dell’incanalamento orografico, man mano che scivola verso sud, tenderà notevolmente a rinforzarsi uscendo con fortissime raffiche lungo l’area della foce del Rodano, fra la città di Orage e la periferia occidentale di Marsiglia. Proprio sulla seconda città francese il “mistral”, nelle prossime ore, diverrà particolarmente impetuoso, spirando con fortissime raffiche da NO che potranno superare picchi di oltre 80 km/h, localmente anche 90 km/h nell’area della foce del Rodano.
L’afflusso dei primi refoli di aria molto fredda sul delta del Rodano contribuiranno anche a determinare un aumento dei valori pressori fra la Francia e il mar delle Baleari, con un conseguente inasprimento del “gradiente barico orizzontale” (sensibile infittimento delle isobare) sui mari che circondano l’Italia, che favorirà l’attivazione di una ventilazione ben oltre la soglia d’attenzione sui canali che circondano le nostre isole maggiori e sul basso Tirreno a partire dal tardo pomeriggio di domani. Lo sfondamento del nucleo di aria fredda polare marittima dalla porta di Carcassonne e dal Rodano con molta probabilità genererà vere e proprie bufere di maestrale che causeranno un sensibile rinvigorimento del moto ondoso (mari da agitati a molto agitati) e l’interruzione dei collegamenti marittimi con le isole minori. Già dalla serata di domani, non appena l’impulso freddo valicherà il Rodano con un forte flusso da NO, attivo a tutte le quote, le prime severe burrasche da O-NO e NO, in uscita dal delta del Rodano, si apriranno a ventaglio sul Mediterraneo, propagandosi molto rapidamente verso il mar di Sardegna, Canale di Sardegna, per poi piegare più verso O-NO e Ovest a ridosso dell’omonima isola, penetrando attraverso sostenute burrasche dai quadranti occidentali in direzione del Canale di Sicilia e del settore più occidentale del basso Tirreno.
Nel corso della successiva nottata, grazie alla traslazione dei massimi di “gradiente barico” in prossimità del Canale di Sicilia e sul basso Tirreno (con un fitto addensamento di isobare fra la Sicilia e le coste tunisine), le intense burrasche da O-NO cominceranno a spingersi sul Canale di Sicilia, interessando anche il basso Tirreno e la Sicilia, pronta ad essere sferzata da forti correnti occidentali che diverranno particolarmente impetuose fra il trapanese, il palermitano, il messinese e il litorale agrigentino, dove si potranno misurare picchi di oltre i 70 km/h (localmente anche più di 80 km/h sui litorali della Sicilia settentrionale). Ma i venti più intensi investiranno il mar di Sardegna, il Canale di Sardegna e il basso Tirreno, lì dove per buona parte del giorno il furioso vento di maestrale spirerà oltre forza 8-9 della scala Beaufort, con raffiche in grado di toccare i 100 km/h sulle coste più meridionali del cagliaritano (in particolare nell’area di Capo Carbonara) e picchi sopra gli 80 km/h fra il palermitano e il messinese tirrenico.
Nel corso della mattinata di lunedì 2 Febbraio i forti venti da Ovest e O-NO che investiranno la Sicilia e il basso Tirreno si sposteranno sullo Ionio e lungo il mar Libico, dove si alzeranno delle burrasche che daranno molto fastidio alla navigazione marittima. Per vedere una sensibile attenuazione della sostenuta ventilazione bisognerà attendere fino alla tarda serata di lunedì 2 Febbraio, con il graduale allentamento del “gradiente barico orizzontale” sui mari che circondano le nostre due isole maggiori. I fortissimi venti di maestrale e ponente che da domani investiranno i mari e i Canali attorno Sardegna e Sicilia, oltre a gran parte del medio-basso Tirreno, provocheranno un rapido incremento del moto ondoso, sollevando un imponente moto ondoso, molto insidioso per la navigazione marittima. Già dal tardo pomeriggio di domani, quando dal Rodano inizieranno ad affluire le prime burrasche da NO, il mar di Corsica, mar di Sardegna, ed in seguito pure il Canale di Sardegna e il Tirreno centro-meridionali, passeranno da molto mossi (forza 4) ad agitati (forza 5), fino a molto agitati (forza 6) a largo.
Ma dalla nottata di domani, quando le intense burrasche si propagheranno al Canale di Sicilia e al basso Tirreno in serata, presentando un “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) piuttosto esteso, il mar di Sardegna, Canale di Sardegna, e in seguito pure il Canale di Sicilia, diverranno molto agitati (forza 6), fino a localmente grossi (forza 7) a largo, in particolare nel tratto antistante le coste occidentali della Sardegna e le coste settentrionali dell’Algeria orientale e la Tunisia. Proprio qui i venti davvero impetuosi, che potranno superare forza 9 sulla scala Beaufort (come intensità media), alzeranno delle onde di “mare vivo” davvero alte, che oltrepasseranno i 4.0-5.0 metri, con “Run-Up” di gran lunga superiori. L’esteso “Fetch”, dal Golfo del Leone fino alle coste algerine e tunisine, favorirà la formazione di onde ripide e molto insidiose per la navigazione marittima, pronte ad estendersi dal pomeriggio al Canale di Sardegna e Canale di Sicilia, dove il mare diverrà agitato, fino a localmente molto agitato (forza 6) in nottata, con onde che supereranno i 4.0-5.0 metri di altezza.
Mareggiate di una certa intensità sono attese sulle coste sud-occidentali della Sardegna, in particolare sulle coste occidentali delle isole di San Pietro e Sant’Antioco, e dalla nottata pure sulle coste della Sicilia occidentale, messinese tirrenico e della Calabria tirrenica, con l’irrompere di ondate alte anche più di 4.0 metri. Il moto ondoso, piuttosto sostenuto, determinerà anche l’interruzione dei collegamenti marittimi tra Trapani e Pantelleria e fra Poto Empedocle e le isole Pelagie. Collegamenti che dovrebbero ripristinarsi non prima del weekend, non appena le acque del Canale di Sicilia si saranno calmate dopo il transito di questa forte burrasca. Da notare come gran parte delle onde prodotte dalla maestralata, in uscita dal Golfo del Leone, dopo aver attraversato mar di Corsica e mar di Sardegna, tendano a spingersi verso le coste dell’Algeria orientale e del nord della Tunisia, dove nella giornata di lunedì sono attese consistenti mareggiate, specie nel tratto compreso fra Bejaia e Biserta. In questa tratto di costa l’impeto dei marosi sarà tale da produrre persino dei danni nelle aree già esposte al fenomeno dell’erosione costiera.
