Negli ultimi decenni molti psicologi e psicoterapeuti hanno constatato che si ritrovano ad aver pazienti sempre più giovani e sempre più ansiosi, tanto da considerare l’ansia come il “male giovanile del secolo”. Nella fattispecie, l’ansia da giudizio, sembra essere la forma più diffusa quanto la più temuta fra i giovani la cui fascia d’età oscilla fra i 18- 30 anni. In linea generale, per alcune persone essere valutati in diverse situazioni di tipo “sociali”, come ad esempio parlare in pubblico o sostenere un esame, equivale ad una condizione di forte malessere psicologico talmente forte che lo stesso tende a manifestarsi anche con alcuni sintomi fisici. In alcuni casi l’essere valutati di fronte ad un gruppo di coetanei, ad un potenziale partner, in pubblico, davanti ad un professore o ad un colloquio di lavoro scatena una condizione di patologia vera e propria. La situazione valutativa pone il soggetto in una condizione di debolezza, egli è consapevole che qualunque cosa dirà, come si esprimerà, cosa trasmetterà saranno gli unici elementi di giudizio del proprio interlocutore.
Ed il rifiuto ad accettare una potenziale valutazione negativa da parte di un’altra persona rappresenta la radice delle ansie sociali. Le risposte fisiologiche dell’individuo socialmente ansioso si manifestano in sintomi quali rapida pulsazione cardiaca, sudorazione, debolezza, calo della pressione sanguigna, arrossamento, scarsa salivazione, crampi addominali, difficoltà respiratoria ed anche perdita della fluidità verbale, della memoria a breve e lungo termine. Le risposte dell’organismo dunque non tendono a difendere il soggetto dallo stato mentale che lo assilla, ma bensì tendono a peggiorarlo ed ostacolano di fatto la sua prestazione. Purtroppo stiamo assistendo ad un progressivo abbassamento dell’età in cui si manifestano ansia da prestazione. Il 50 % dei casi si manifesta tra i 15 ed i 19 anni, e si stima che in modo più o meno grave ne sia colpito il 20 % degli studenti di scuola superiore e percentuale ancora più alta fra gli universitari.

