
Nelle prossime ore non sono escluse anche delle fioccate coreografiche fino a livello del mare anche sulle coste della Calabria ionica, dove rafforzeranno ulteriormente i venti di tramontana. Ma il grosso dell’avvezione di aria molto fredda, di matrice polare continentale, sta sfilando proprio sullo Ionio, in mare aperto, dove si intravedono già i grandi “serpentoni” nuvolosi cumuliformi che segnano il percorso prestabilito dell’irruzione fredda, originando lo stesso fenomeno già più volte osservato in questi giorni fra l’Adriatico e il basso Tirreno, durante le copiose nevicate del 30 e del 31 Dicembre 2014, tra le coste adriatiche e quelle siciliane. In questo caso prenderà il nome di “Ionian sea effect snow”, fenomeno che si realizza tutte le volte che una massa d’aria molto fredda scorre sopra la più mite superficie marina dello Ionio, le cui temperature superficiali rimangono piuttosto elevate anche nel cuore della stagione invernale. I forti contrasti termici che si determinano sopra la più mite superficie marina rafforzando il “gradiente termico verticale” (notevoli differenze termiche fra media e bassa troposfera), favorendo l’innesco di una forte attività convettiva (violenti moti ascendenti della colonna d’aria) che agevola la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi in aria fredda) in grado di apportare precipitazioni diffuse, che assumono carattere di rovescio o temporale se i contrasti termici sono molto forti lungo la verticale.
Il notevolissimi “gradiente termico verticale” prodotto, fra l’aria gelida in quota e la tiepida superficie dello Ionio, sta cominciando ad attivare il fenomeno del “Ionian sea effect snow”, che fra la prossima notte e la mattinata di domani apporterà precipitazioni, anche temporalesche, che assumeranno carattere nevoso fino a bassissima quota sul livello del mare. Fra domani e mercoledì 7 Gennaio l’asse di saccatura, sotto la spinta del nuovo promontorio anticiclonico interciclonico che preme dalla Spagna, si muoverà verso i Balcani e la Grecia, avvettando aria molto fredda polare continentale che dai Balcani e dalla Macedonia si spingerà anche sul mar Egeo, dove si assisterà ad una rapida discesa della quota dello “zero termico” e delle temperature. Anche in questo caso il flusso freddo continentale scorrendo sopra l’Egeo, che presenta temperature decisamente più miti, tenderà rapidamente a instabilizzarsi, favorendo lo sviluppo di bande nuvolose cumuliformi, di forma lineare, che potranno dare la stura a intensi rovesci di neve che si spingeranno fin sul livello del mare.
Il passaggio di isoterme, fino alla -8°C a 850 hpa (circa 1350 metri) sulla Tessaglia e la -10°C sulla Macedonia, supportano la possibilità di vedere precipitazioni prevalentemente nevose su tutto l’Egeo settentrionale, incluse le tante isole che potrebbero imbiancarsi fino in prossimità con il livello del mare. Sui rilievi dell’Attica, particolarmente esposti alle incursioni fredde continentali da Nord, sono attesi anche accumuli piuttosto consistenti, fin dalle basse colline. Ma nevicate sparse imbiancheranno gran parte dell’Attica e la Macedonia greca. Qualche fioccata, prevalentemente bagnata, nel corso del pomeriggio e della serata di domani potrà spingersi fino alla città di Atene, dove le temperature viaggeranno su valori di poco superiori ai +0°C. Molti sobborghi collinari di Atene, soprattutto quelli ubicati nella parte nord-orientale della capitale greca, rischiano di vedere accumuli, anche fra i 2 cm e i 5 cm.
