Carne rossa: in UE contiene batteri ed il 15% di quella che arriva nelle tavole degli italiani anche sostanze vietate e tossiche

Nonostante i divieti imposi dall’UE, ancora oggi la carne rossa è trattata con ormoni ed antibiotici, sostanze tossiche per il nostro organismo: limitarne il consumo potrebbe ridurre il rischio di alcune patologie

M Banco-2-provaLa Fao ha stimato che il consumo di carne rossa nel mondo tenderà a raddoppiare entro il 2050, cioè in poco più di una trentina d’anni. La stima realizzata dalla Fao è preoccupante perché il consumo eccessivo di carne rossa, come ben si sa, non è propriamente terapeutico e salutista, anzi il contrario, un abuso eccessivo di carne rossa comporta l’insorgere di talune patologie. Seppur è un alimento ricco di proteine essenziali per il nostro organismo, d’altra parte contiene delle sostanze che possono apportare danni al nostro organismo. Alcune dei principali fattori negati del consumo di carne rossa non sono legati tanto alla sua composizione naturale, ma più che altro al modo con cui oggi è prodotto, macellata ed arriva nelle nostre case.

In primis, il fattore antibiotici; gli antibiotici purtroppo vengono utilizzati intensamente negli allevamenti e dunque rimangono “intrappolati” nei tessuti degli animali, anche dopo la macellazione d il loro confezionamento, fino al nostro piatto. In base al consuma di carne annuale di un uomo medio, risulta che ingerisce quasi 9 grammi di antibiotico inconsapevolmente, che equivalgono alla somministrazione di 4 normali terapie antibiotiche a cui ci si sottopone davanti a diverse patologie. Dunque il nostro organismo introduce antibiotici ingiustificati.

Secondo elemento “estraneo” per il nostro organismo, ma presente nella carne rossa, è la presenza di alcune tipologie di batteri che resistono agli antibiotici che gli stessi allevatori somministrano al bestiame. Sono presenti dunque dei super batteri, ed è stato stimato da un’inchiesta condotta da Altroconsumo, che circa l’84% dei batteri presenti nella carne rossa sono insensibili agli antibiotici.

In ultimo, ma non per importanza, presenza di ormoni e altre sostanza che possono diventare tossiche per l’uomo se assimilate in alta concentrazione. Nei Paesi dell’UE, c’è l’espresso divieto di utilizzare farmaci ormonali sul bestiame per ottenere effetti in poco tempo ed in modo non trasparente, per vendre la carne sul mercato in modo più redditizio: ad esempio, gli ormoni anabolizzanti, se somministrati ad un capo del bestiame sono finalizzati a rendere la sua carne  più tenere fittiziamente. Ed in Italia, quasi il 15% di tutta la care bovina è risultata essere trattata con ormoni, dunque, nonostante i ferrei divieti UE, in quasi tutti i paese europei si riescono ancora ad arginare taluni vincoli e normative in modo illecito, mettendo a serio rischio la salute di ogni singolo consumatore. Di fronte a questa speculazione, che sembra non arrestarsi neanche davanti ai seri rischi per la salute dell’essere umano, ciò che resta da fare è di rivolgersi a produttori di fiducia , anche se ciò vorrà dire acquistare carne rossa ad un prezzo di mercato maggiore ma allo stesso tempo vuol dire salvaguardare la propria salute ed evitare spese mediche successive.