Negli ultimi 30 anni, circa 6 milioni di ettari di suolo sono stati cementificati in Italia. Ma è davvero necessario aggiungere ulteriore cemento allo Stivale? Assodato che abusivismo e speculazione edilizia sono due delle principiali piaghe italiane, tra le più difficili da estirpare, va quindi sempre tenuto presente che il suolo fertile e l’integrità paesaggistica sono le principali garanzie per il futuro del nostro Paese.
La storia, d’altronde, ci insegna che il turismo, l’agricoltura, i nostri prodotti tradizionali, la salubrità dei luoghi in cui viviamo, sono ciò unisce gli italiani nella loro diversità, rendendoli un popolo unico. Una nota davvero positiva è data da Cassinetta di Lugagnano, che può vantare il titolo di Comune italiano a cemento zero. Il paesino, con 1900 abitanti, situato a soli 30 km da Milano, da anni ha detto no alla cementificazione selvaggia. Già dal 2007, la giunta del Sindaco Domenico Finiguerra varò un lungimirante Piano di Gestione del territorio, ispirato allo sviluppo sostenibile, che prevedeva il blocco di nuove costruzioni e il divieto di cambiare la destinazione d’uso del terreno agricolo edificabile.

