Christopher Dye dell’Oms dichiara “l’incidenza sta andando in discesa” ma è prematuro abbassare la guardia ora “perché è dietro l’angolo il rischio di un aumento dei casi”
E’ una notizia di questi giorni quella della partenza del primo lotto di un potenziale candidato vaccino contro Ebola, che è partito verso l’Africa per arrivare in Liberia. La spedizione contiene 300 fiale del vaccino sperimentale ‘made in Italy’, prodotto infatti dalla Okairos, azienda biotech leader nel settore, una delle prime ad aver dispiegato le proprie forze negli studi di un potenziale vaccino anti ebola, programma curativo che inizierà nelle prossime settimane e coinvolgerà 30 mila persone. Il vaccino sfrutta un virus del raffreddore dello scimpanzé denominato chimpanzee adenovirus type 3 (ChAd3), come vettore di materiale genetico non infettivo proveniente dal ceppo Zaire del virus Ebola, responsabile dell’attuale epidemia in Africa occidentale.
Il vaccino in questione è attualmente sperimentato in Gran Bretagna, Usa, Svizzera e Mali, su un totale di circa 200 volontari sani. I dati iniziali hanno dimostrato un adeguato profilo di sicurezza anche in soggetti dell’Africa occidentale e a diversi dosaggi. Sulla base di tali dati l’azienda ha deciso di utilizzare il dosaggio appropriato per gli ulteriori test clinici. I risultati del primo degli studi clinici di fase I sono stati pubblicati nel novembre scorso e quelli degli altri studi lo saranno nei prossimi mesi. Il dosaggio selezionato sarà sperimentato in una nuova fase di sperimentazione, dai National Insitutes of Health (Nih) americani su un totale di 30 mila soggetti. La buona notizia è che c’è stato un calo del numero dei casi in tutti e tre i Paesi africani maggiormente colpiti, come annunciato dai funzionari dell’Organizzazione mondiale della sanità. Infatti dei circa 500 casi registrati a settembre, oggi in Liberia se ne rilevano solo 8, diminuzione registrata anche in Guinea e Sierra Leone; in Guinea 20, rispetto al picco di 292; in Sierra Leone 117 rispetto a un picco di 748.
Christopher Dye dell’Oms ha detto che “L’incidenza sta andando abbastanza chiaramente in discesa in tutti e tre i Paesi. Ma non bisogna lasciare spazio all’autocompiacimento, perché è dietro l’angolo il rischio di un aumento dei casi. Ed è ancora da completare la ricerca delle persone con cui gli ultimi pazienti hanno avuto contatti”. Di fatti, seppur è bene gioire dei successi a cui la ricerca è giunta ad oggi, non è possibile comunque ancora abbassare la guardia sui soggetti contagiati, il rischio di un’ennesima impennata di epidemia è dietro l’angolo; Ebola si sta indebolendo, sì, ma essa non è stata ancora completamente debellata. I risultati della sperimentazione di questo candidato vaccino però fanno sicuramente ben sperare in una prospettiva imminente della fine di questo incubo che ha causato ben 21724 infetti e ben 8641 morti.