
In sostanza l’aria fredda di vecchia origine polare continentale, che nei giorni scorsi è riuscita a raggiungere il mar di Levante e le coste dell’Asia minore, attraversando il Sahara orientale, tramite i venti di “Harmattan”, rischia di affondare al di là del tropico del Cancro, spingendosi addirittura fin sull’Africa centro-settentrionale, invadendo l’area poco a nord dell’equatore, tra Nigeria, Camerun, Repubblica Centrafricana e persino il nord del Congo. Difatti, proprio in questo periodo dell’anno, nel mezzo dell’inverno boreale, l’arretramento verso sud dell’anticiclone sub-tropicale sahariana agevola anche una sensibile intensificazione dei secchi e polverosi venti di “Harmattan”, che non sarebbe altro che il corrispondente dell’Aliseo di NE sopra il deserto del Sahara. La notevole differenza di pressione che si viene a determinare tra l’area sahariana, sede del robusto anticiclone sub-tropicale del Sahara (che in questo periodo arretra poco a nord del golfo di Guinea), e l’Africa centro-meridionale, dove permangono le basse pressioni di origine termica che danno luogo all‘intensa attività convettiva, stanno accompagnando un ulteriore intensificazione dei venti di “Harmattan”, che per giorni e giorni continuano a spazzare le infinite distese desertiche del Sahara, dall’Egitto meridionale e dal Sudan fino al Burkina Faso, con intensi venti da E-NE e NE, che molto spesso riescono a lambire i 40-50 km/h, sollevando grandi nuvole di polvere e pulviscolo desertico che vengono spinte fino all’Atlantico tropicale, dove molto spesso i cieli appaiono pesantemente velati.
Passando sopra le zone desertiche i sostenuti venti di “Harmattan” sollevano per aria ingenti quantità di polvere e pulviscolo desertico, producendo delle vere e proprie nuvole di polvere che spesso si muovono in direzione delle coste dell’Africa occidentale. Pur essendo un vento caldo l’”Harmattan” in inverno può anche portare importanti episodi di freddo sul Sahel e nei paesi del Golfo di Guinea. I bassi tassi di umidità relativa, durante le ore notturne, in presenza di cieli sereni (visto la protezione offerta dall’anticiclone sahariano in quota) e scarsa ventilazione nei bassi strati, possono favorire l’insorgenza di importanti inversioni termiche, grazie all’intenso irraggiamento notturno delle aree continentali africane, tanto da far sprofondare le temperature minime sotto la soglia dei +17°C +16°C in piena area sub-equatoriale. I più grandi episodi di freddo che hanno colpito l’area di Guinea sono associata a grandi spinte delle secche correnti di “Harmattan” verso i paesi che si affacciano sul golfo di Guinea. Difatti in questi giorni, grazie al soffio piuttosto sostenuto dell’”Harmattan”, un po’ di freddo, insolito per queste latitudini, si è avvertito fino al sud del Ciad, la Repubblica Centroafricana, il Camerun e la Repubblica democratica del Congo. Le masse d’aria fresche, per non dire fredde, rischiano addirittura di spingersi fino all’equatore, fermandosi all’altezza della foresta camerunense e dell’alto bacino del Congo, tanto da mettere a rischio alcuni record assoluti di freddo fra il sud del Ciad, il Camerun, la Repubblica del Congo e la Repubblica Centroafricana.
Questo incredibile raffreddamento di vaste aree dell’Africa saheliana ed equatoriale viene evidenziato dalla minima di appena +10°C registrata la notte scorsa a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Si tratta di un valore davvero eccezionale per la latitudine, dato che ci troviamo non molto distante dall’equatore geografico. Ma temperature minime molto basse si stanno registrando anche in altre località della Repubblica Centrafricana, del Camerun e della Repubblica democratica del Congo, dove si avverte l’afflusso dell’aria decisamente più secca e mite, portata dall’”Harmattan”, in discesa dai deserti del Sudan e del Ciad. In Guinea Equatoriale spicca la minima scesa sotto i +20°C. Anche l’afosissima Doula è riuscita a scendere sotto il fatidico muro dei +20°C. Tra i dati più interessanti non possiamo non citare quello di Cotonou, la capitale del Benin, che la notte scorsa ha addirittura sfiorato i +0°C di dew point. Evento alquanto inedito per una città afosissima che si affaccia sul Golfo di Guinea. Freddo intenso che purtroppo rischia di causare non pochi disagi alle popolazioni locali, abituate al clima afoso che caratterizza i paesi della fascia saheliana e dell’Africa centrale equatoriale. Nei prossimi giorni, le secche, fresche e polverose correnti di “Harmattan”, dal Ciad si estenderanno fino alla Nigeria, al Camerun e alla parte più settentrionale della Repubblica democratica del Congo, arrivando a raggiungere persino le coste affacciate sul Golfo di Guinea, con una debole ventilazione da Nord e N-NE proveniente direttamente dalla fascia semi-desertica del Sahel.
