Come previsto nella giornata di oggi un fronte temporalesco, piuttosto compatto, ha attraversato la Sicilia, dando luogo ad intensi fenomeni temporaleschi, accompagnati da grandine, attività elettrica e forti colpi di vento. Localmente, come nel catanese e nello stesso capoluogo etneo, i fenomeni sono risultati davvero intensi, tanto da cagionare parecchi disagi per i conseguenti allagamenti e gli accumuli di grandine sulle strade, resi abbondanti e persistenti anche dalla diminuzione delle temperature. Il considerevole “forcing” dinamico in quota, indotto dal passaggio, nell’alta troposfera, di un ramo secondario del “getto polare”, ha contribuito ad esaltare l’attività convettiva, che è divenuta particolarmente intensa proprio al traverso della Sicilia orientale nel corso della mattinata odierna, dove si è assistito alla continua formazione di “Cellule temporalesche”, piuttosto sviluppate in altezza, e quindi capaci di arrecare precipitazioni di carattere grandinigeno.
Le furibonde grandinate che nelle ultime ore hanno colpito molte aree della Sicilia centro-orientale, dal nisseno al catanese e al messinese ionico, sarebbero da ascrivere al fortissimo “gradiente igrometrico” che si è venuto a creare in loco, fra l’aria molto tiepida e umida, convogliata nei bassi strati dai sostenuti venti di scirocco sullo Ionio, e l’aria più fredda e molto secca che è sopraggiunta alle quote superiori della troposfera (300 hpa), sulla spinta di un massimo di velocità del ramo secondario del “getto polare” (un vero e proprio fiume di aria secca e molto fredda che scorre nell’alta troposfera), che dall’Atlante algerino si spingeva verso il Canale di Sicilia e l’omonima isola, innescando una intensa avvezione di vorticità in quota. In genere, come avviene sovente lungo le vaste praterie degli Stati Uniti e del Canada meridionale, così come nel nord dell’Argentina e nel sud-est dell’Australia, questa combinazione, fra aria fredda e secca in quota, e aria calda e umida nei bassi strati, crea l’ambiente ideale per le forti grandinate, che a volte possono divenire veramente estreme, tanto da causare danni ingentissimi e il decesso delle persone che non riescono a mettersi al riparo dalla precipitazioni meteorica.
In queste situazioni, con fortissimi divari “igrometrici”, succede che all’attivarsi delle forti correnti ascensionali, l’aria che tende velocemente ad ascendere verso l’alto, a contatto con lo strato di aria secca presente in alta quota, si raffredda più velocemente dell’aria più umida presente negli strati inferiori, favorendo un elevatissimo “CAPE” (energia potenziale per l’attività convettiva) che fornisce le energie necessarie per lo scoppio di fenomeni temporaleschi estremamente violenti. Il cumulonembo, responsabile della spettacolare grandinata, presentava una altezza di almeno 11-12 km, ed era al contempo alimentato da un “Updraft” davvero potente (ciò spiega le dimensioni considerevoli dei chicchi di grandine) che lo ha rapidamente sospinto fino al limite superiore della tropopausa, in un ambiente estremamente secco e freddo.
Questo suo notevolissimo sviluppo verticale ha agevolato la formazione di chicchi di grandine piuttosto grossi all’interno della nube temporalesca. Difatti, grandinate di queste dimensioni, possono essere prodotte solo da cumulonembi temporaleschi che raggiungono dimensioni considerevoli, spingendosi fino al limite meridionale della stratosfera. Nelle prossime ore il fronte temporalesco, assieme all’annesso fronte occluso a carattere freddo nei bassi strati e all’avvezione di vorticità positiva in quota, dovrebbe traslare in direzione del reggino ionico e del catanzarese, mentre nel corso della serata nuovi intensi temporali, pieni di grandine, prenderanno forma sullo Ionio, evolvendo verso nord-nord/est, venendo accompagnati da una moderata attività elettrica ben visibile dalle coste della Calabria ionica e del Salento.