Il Consigliere Farabollini del Consiglio Nazionale dei Geologi e dell’Ambiente ha dichiarato “solo un’azione del Presidente della Repubblica, dando alla Geologia gli stessi valori e ruolo dati al paesaggio e al patrimonio storico e culturale della nazione, potrebbe arrestare la scomparsa dei Dipartimenti di Scienze della Terra”

Di fatti la problematica di fondo che denunciano gli esperti del settore non è la mancanza di appassionati nel settore, ma che l’ambiente universitario non è organizzato né a le risorse necessarie per garantire una crescita del settore della ricerca. Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi in merito a questa situazione ha dichiarato “la definitiva chiusura dei Dipartimenti di Geologia, per ora rimasti otto, sia la scomparsa dell’Area Cun 04-Scienze della Terra, che verrebbe così accorpata all’Area 02- Fisica, proprio in un Paese come l’Italia caratterizzata da pericolosità e rischi geologici e che costituiscono una buona aliquota del Pil nazionale. Nonostante l’ottimo risultato raggiunto in Commissione Ambiente della Camera, con l’inserimento delle Scienze geologiche, per la prima volta dalla sua istituzione, nel piano nazionale delle lauree scientifiche 2014-2016 (Decreto Ministeriale 29 dicembre 2014 n. 976), attraverso l’ottimo lavoro svolto dagli on. Mariani e Ghizzoni, tuttavia – conclude Graziano – gli effetti procurati al settore dalla riforma Gelmini sono ancora preoccupanti”. L’allarme dell’estinzione dei geologi in Italia è preoccupanti in particolar modo proprio perché il nostro paese è un territorio altamente interessato ai fenomeni naturali che i geologi studiano e monitorano, ulteriori tagli ai dipartimenti di ricerche sarebbero deleterie per i risultati in campo scientifico che la geologia italiana ha raggiunto fino ad oggi.