Prolifera ormai da anni la vendita di indumenti definiti “altamente sportivi”, poiché “spacciati” come vestiti realizzati con materiali che favoriscono la performance sportiva. Indumenti altamente compressivi, super aderenti, capaci di evidenziare il muscolo sotto allenamento anche da un semplice pantalone o dalla maglia. Ma è vero che questi indumenti migliorano la performance fisica e favoriscano il recupero a fine esercizio o è solo un’ ennesima leva di marketing per agire sulle menti dei più fanatici per alimentare un mercato, quello dello sport, benessere, fitness ed attività fisica, in continua espansione?
Più che avere effetti reali che migliorano la prestazione l’unica effettiva, reale ed alquanto visiva potenzialità che hanno questi indumenti è di mettere in bella mostra le curve del proprio fisico ben allenamento, dunque poter guardarsi durante l’allenamento i muscoli che pompano, che non fa che aumentare la stima dello sportivo per la sua forma fisica e stimolarlo sempre più a superare i suoi limiti. Ma non solo. Sono molti coloro che sostengono altre capacità “miracolose” di questi speciali vestiti; vengono spacciati come incrementativi della circolazione sanguigna e quindi dell’ossigenazione dei tessuti migliorandone l’attività. Inoltre in teoria, migliorerebbero anche la capacità di percepire la posizione del proprio corpo nello spazio migliorando dunque la coordinazione dei movimenti e la velocità. Inoltre, seppur non son stati testati scientificamente, la compressione che agirebbe sul muscolo per via del tessuto fortemente elasticizzato tenderebbe ad agire come la mano di un esperto massaggiatore, per ridurre l’indolenzimento dopo l’allenamento. Queste almeno, sono le potenzialità per cui vengano venduti. Ma, uno studio, pubblicato sull’ International Journal of Sports Physiology and Performace arriva a smontare tutte queste convinzioni.
Nello studio, condotto all’Indiana University, a Bloomington, nell’Indiana (Usa), si è invitato un gruppo di uomini, atleti, a fare il loro solito percorso prima con normale abbigliamento sportivo non “migliorante” e successivamente agli stessi è stato chiesto di fare il medesimo allenamento indossando calze e maglie compressive. Il risultato per gli studiosi è stato abbastanza scontato ed ha soddisfatto le loro aspettative, un po’ meno soddisfacente per le industrie produttrici degli indumenti sportivi: non sono state rilevate differenze nè a livello di ossigenazione, di circolazione o di efficienza sportiva. Dunque se una qualche sorta di effetti performanti sono stati scientificamente smentiti, rimane salvo l’”effetto autostima”. Dunque, per i fanatici della forma fisica indossare gli indumenti performanti se non aiuterà la loro prestazione fisica aiuterà sicuramente il loro ego ed a nutrire l’amore per il proprio corpo scolpito e sodo su cui si modella l’indumento come fosse una seconda pelle. A prova di calza strech!
