Italia Senza Vivisezione, al via le selezioni per l’attribuzione di assegni di ricerca di 52.000 Euro

Grazie al ricavato della raccolta fondi “ricerCARE”, è stato emanato il bando per il conferimento di assegni di ricerca nell’ambito del progetto “Riconversione dalla sperimentazione animale a metodologie specie-specifiche per l’essere umano”

ITALIA SENZA VIVISEZIONE è un progetto che si basa su alcuni contributi specifici di scienziati, giuristi ed economisti e sull’aiuto straordinario di attivisti contro la vivisezione. Ancora oggi in Italia molte sperimentazione per l’essere umano sono  ancora realizzata a discapito degli animali, che non godono ancora di una sufficiente protezione a livello normativo. Per questo nasce Italia Senza Vivisezione.
La base del progetto infatti sono una serie di tavoli, coordinati a livello regionale ma gestiti in modo autonomo a livello comunale, con l’obiettivo di informare la popolazione dell’arretratezza scientifica dell’uso di animali, al fine di progettare   e programmare alternative tecnologicamente avanzate per la sperimentazione per risparmiare l’abuso sugli animali.

Il progetto nasce soprattutto con lo scopo di sensibilizzare le Istituzione verso questo problema ed in particolare si chiede al governo di dare priorità, nei finanziamenti alla ricerca, a metodi di ricerca moderni e tecnologicamente avanzati per tutte quelle sperimentazioni non obbligatorie da normative internazionali. Inoltre si chiede al Parlamento europeo di velocizzare le procedure di sostituzione dell’uso di animali con metodi alternativi per tutte le sperimentazioni obbligatorie in base a normative europee o internazionali. Poichè dato che in alcuni casi la vivisezione è finanziata a livello regionale, uno degli obiettivi primari è l’approvazione di leggi regionali per reindirizzare i finanziamenti verso tecnologie moderne e non cruente. Dunque, strategia decentrata che partendo dal coinvolgimento di livelli più bassi punta ad arrivare a sensibilizzare gli alti vertici istituzionali, nazionali ed europei. Nel 2013 è stata lanciata una campagna per la raccolta fondi ricerCaRE. La raccolta fondi organizzata e gestita da Italia senza vivisezione ha raggiunto ottimi livelli e grazie al ricavato, l’associazione ha  programmato un’importane e rilevante iniziativa nell’ambito della ricerca sperimentale: l’assegnazione di assegni di ricerca finalizzati allo studio ed elaborazione di metodi alternativi e tecnologicamente avanzati per la sperimentazione, che dunque risparmino l’impiego e lo sfruttamento degli animali. Dunque una ricerca di metodo detti di riconversione appunto. Ciò è mirato a poter mettere i giovani ed i team di ricerca di fronte a questa realtà per sfruttare e mettere le loro conoscenze al servizio della protezione degli animali, optando appunto per una riconversione dei metodi attualmente impiegati che bedono invece l’impiego di animali in modo diretto o indiretto.

viviseionePerché nasce questa possibilità: innanzitutto perché lo sviluppo tecnologico che sta caratterizzando il nuovo millennio, con specificità del modello animale e  la tendenza di parte della comunità scientifica a indirizzarsi verso metodologie specie-specifiche per l’essere umano è un’opportunità per investir questi fondi, faticosamente raccolti dall’associazione, per il suo fine primario , ossia l’abolizione dei metodi sperimentali sugli animali impiegando l’ammontare del ricavato della campagna lanciata l’anno scorso. Purtroppo il finanziamento nazionale stanziato per il 2014 per i cosiddetti metodi alternativi pari a un risibile e inutile 52.500 euro (D.L. 26/2014, art. 41, comma 2), ed oltretutto visto che  il finanziamento nazionale stanziato per gli anni successivi per i cosiddetti metodi alternativi è destinato inaspettatamente e unicamente agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e non ai tradizionali centri di ricerca italiani. Dunque, dinnanzi a queste premesse l’ Associazione ha realizzato un bando  volto alla selezione , per titoli e colloquio, per il conferimento di n° 4 assegni di ricerca nell’area delle scienze biomediche per la  “Riconversione dalla sperimentazione animale a metodologie specie-specifiche per l’essere umano” .

Gli assegni di ricerca sono destinati a singoli ricercatori (anche stranieri) o gruppi di ricerca, in tutti i casi operanti in strutture italiane autorizzati a svolgere ricerca biomedica, che attualmente utilizzano metodologie che, direttamente o indirettamente, fanno uso di animali. Gli assegni di ricerca sono destinati a coprire i costi di riconversione per passare dalla sperimentazione animale a metodologie specie-specifiche per l’essere umano.  E’ previsto che ogni assegno di ricerca non può  superare la cifra di 52.500 euro l’uno per uguagliare, simbolicamente, l’intero finanziamento nazionale destinato ai cosiddetti metodi alternativi del 2014. Come previsto dal bando, a coloro che saranno selezionati secondo i criteri previsti dal bando riceveranno un assegno pari al 70% del costo di riconversione a inizio progetto e il restante 30% alla fine, ed ogni assegno può essere assegnato o ad un singolo ricercatore o un assegno per un gruppo di ricerca, un team. Ed ogni progetto previsto dovrà essere realizzato entro e non oltre il 31 maggio 2016. Solo in particolari situazione, l’ente potrà valutare se approvare o meno  il rinnovo dell’assegno di ricerca di riconversione,  valutando la cosa se è positiva. Con riconversione, relativamente alla classificazione delle alternative delle 3R, si intendono esclusivamente progetti di Replacement, non di Reduction o Refinement.  Chi può partecipare e presentare la propria candidatura; sono richiesti, pena l’esclusione, i seguenti titoli di studio ossia Laurea con Curriculum scientifico-professionale idoneo allo svolgimento della ricerca, il possesso del titolo di dottorato di ricerca o PhD o equivalente conseguito all’estero ovvero il titolo di specializzazione in area medica costituiscono titolo referenziale ai fini dell’attribuzione degli assegni. I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione alla selezione. La domanda di partecipazione alla selezione dovrà essere indirizzata a mezzo raccomandata con avviso di ritorno entro il giorno 30 marzo 2015 a pena di esclusione all’indirizzo specificato nel bando ( per tutti i dettagli https://www.facebook.com/ICareItalia/posts/781949818561933 oppure  per informazione  info@icare-italia.org). Nella domanda il candidato dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità l’ esatta denominazione del titolo del progetto di riconversione, e tutti dati personali relativi alle proprie generalità , i titoli accademici con l’indicazione dell’istituzione che li ha rilasciati e della data di conseguimento e soprattutto l’ obiettivo della ricerca in corso e descrizione della sperimentazione animale attualmente utilizzata corredata da bibliografia essenziale. Inoltre devono essere specificate le metodologie NON utilizzanti animali identificate come migliorative per il raggiungimento dell’obiettivo della ricerca, volto appunto a realizzare una riconversione delle attuali tecniche di sperimentazione in cui sono utilizzati ancora gli animali. Fondamentale per ogni progetto sarà poi l’indicazione dei costi necessari e sufficienti per il completamento della riconversione e  ogni candidato dovrà realizzare una dichiarazione, qualora vincitore dell’assegno di ricerca, di rinuncia definitiva all’utilizzo di animali. Qualora l’assegnista continui a utilizzare animali verrà chiesta la restituzione dell’intera cifra fino ad allora versata. L’assegno non può essere cumulato con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, tranne che con quelle concesse da istituzioni nazionali o straniere utili a integrare, con soggiorni all’estero, l’attività di formazione e di ricerca. Qualora l’assegnista non prosegua l’attività prevista dal programma di ricerca senza giustificato motivo verrà disposta la risoluzione del contratto.  Il titolare dell’assegno ha facoltà comunque di recedere dal rapporto in qualsiasi momento prima del versamento della prima rata.

Il progetto è molto ambizioso; l’ associazione infatti punta ad una conversione dei team i ricerca che già realizzano sperimentazione sugli animali verso delle tecniche più gentili verso le specie animali. Ciò non sarà facile da ottenere, e comunque l’associazione non avrà la sicurezza che al termine dell’assegno di ricerca i team beneficiari non riadotteranno le tecniche sperimentali prima utilizzate cioè impiegando animali ed abbandonando  i nuovi metodi adottati contro la vivisezione. E’ un po’ una sfida che Italia Contro la Vivisezione sta lanciando a sé stessa in primis, ed a tutti coloro che credono che abolire le sperimentazioni sugli animali si può  fare, avendo fiducia nella riconversione dei metodi sperimentali.