La mano dell’uomo, come ormai è risaputo, con i massicci processi di urbanizzazione, ha modificato buona parte degli ambienti incontaminati della terra mettendo a rischio gli ecosistemi. Anche lo sviluppo continuo degli scambi commerciali, cresciuti a dismisura anche a fronte del fenomeno della globalizzazione ha innescato dei processi naturali per cui molte specie di piante ed animali si sono adattati ad habitat non propriamente originari. Si sono sviluppate,così, alcune specie di animali definite aliene, perché questi animali o piante si sviluppano in luoghi completamente diversi dal loro paese nativo. Questo fenomeno è alquanto allarmante poiché costituisce in primis una minaccia per la biodiversità, per la salute umana, una minaccia per le specie native e generano non pochi squilibri anche in campo economico.
Un esempio di specie alloctona invasiva che ha preso largamente piede in Italia è la Robinia (Robinia Pseudoacacia). Quest’albero è nativo del sud- est degli USA. Durante il 900, a causa dell’aumento degli scambi commerciali che hanno interessata ed interessano ancora oggi l’intero globo, hanno messo radici in Corea, Cipro ed anche in Italia. La robinia ha fatto delle rive dei fiumi, dei suoli sabbiosi ed umidi il suo nuovo habitat, adattandosi ai vari clima dei paesi in cui è stata impiantata. Ad oggi è ampiamente utilizzata in diversi mercati,come pianta ornamentale ed utilizzata anche in agricoltura per stabilizzar il terreno con le sue profonde radici.
Il cosìdetto castorino ad esempio, il cui nome scientifico è nutria (myocastor coypus) è un roditore semi-acquatico il cui habitat naturale era il Sud America. Intorno all’800 il commercio delle pelliccie prodotte con questo animale ha fatto sì che, per interessi economici, iniziarono ad essere allevati anche in altre zone del mondo, anche in Italia, e dunque fuori dal loro habitat naturale. Ad oggi, poiché il relativo mercato di pellicce è entrato in declino, molti di questi roditori sono tornati in libertà e ciò ha causato la loro proliferazione nelle zone boschive e paludose dei paesi in cui erano prodotte le pellicce, creando non pochi problemi negli ambienti acquatici ed anche nell’agricoltura, devastando risaie e campi di grano, di cui si nutrono.
Altro esempio, è quello dello scoiattolo Grigio (sciurus carolinensis), originario dell’America del Nord, che si è stabilizzato nei boschi italiani ormai da molto tempo. E’ presente in particolar modo in Piemonte, Liguria, Lombardia. Il proliferare di famiglie di scoiattoli grigi è una seria minaccia per lo scoiattolo rosso, specie invece caratterizzante della fauna italiana.
Lo scoiattoli grigio infatti è portatore di malattie facilmente trasmissibili allo scoiattolo rosso, tant’è che nelle zone in cui si insedia questa specie, tende a scomparire l’altra. E’ dannoso anche per le coltivazioni specie di pioppi e noccioli e dunque mina alla sfera economica di una regione. Le problematiche che si generano dal fenomeno dell’invasione delle specie aliene non sono da trascurare. Nel tempo la loro diffusione inarrestabile potrebbe portare ad un declino delle specie native, a volte fino all’estinzione delle stesse, una diminuzione delle biodiversità locali e della fauna a livello mondiale. L’invasione di animali o piante che non sono native di un territorio danneggiano in modo irreparabile quell’ecosistema, con inevitabile effetti a cascata che potrebbero interessare anche altre specie.
